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Herpes virus canino

Il cane può essere infettato da una specie di herpes virus che causa problemi riproduttivi e mortalità dei cuccioli. Questo virus è completamente distinto dai virus erpetici che colpiscono le persone ed è specifico del cane. L’herpes virus canino non causa sintomi apparenti ai cani adulti ma provoca morte dei feti e dei neonati.

Se colpisce le cagne gravide causa la morte degli embrioni e il loro riassorbimento, morte dei feti e aborto, nascita di cuccioli morti o morte dei cuccioli entro le prime settimane di vita.

Il virus si trasmette per contatto diretto tra un soggetto infetto e uno sano (durante l’accoppiamento ma anche semplicemente se due cani si annusano o si leccano). Per questo motivo è importante che una cagna gravida sia isolata da altri cani durante le ultime tre settimane di gravidanza e le prime tre dopo il parto. Se si infetta durante questo periodo quasi certamente perderà la cucciolata; al di fuori di questo periodo non vi è pericolo per la vita dei cuccioli.

Fortunatamente il virus non sopravvive a lungo fuori dall’organismo del cane. Quando un cane si infetta, rimane portatore del virus tutta la vita. Se una cagna è già infetta al momento della gravidanza non vi è pericolo per la cucciolata, che è protetta dagli anticorpi materni.

I cuccioli possono essere esposti al virus durante la gravidanza o dopo la nascita. Se uno dei cuccioli si infetta, non necessariamente si infettano anche i fratelli. Il periodo di incubazione è di 3-7 giorni. I sintomi sono rappresentati da respiro affannoso, perdita di appetito e vomito, comparsa di piccole emorragie (dette petecchie); la morte sopraggiunge in 48 ore dall’inizio dei sintomi. Talvolta i cuccioli infetti che sopravvivono presentano in seguito alterazioni neurologiche o cardiache.

Se un cucciolo muore entro un breve periodo dalla nascita, l’esame necroscopico è l’unico modo di accertare la causa della morte e determinare se è in causa l’herpes virus, con un rischio anche per gli altri cuccioli. Le cause di mortalità perinatale (da poco prima a poco dopo la nascita) sono numerose (coronavirus, parvovirus, toxoplasmosi, brucellosi, trauma ombelicale, difetti congeniti ecc.). Sapere la causa della morte significa poter prendere provvedimenti adeguati per prevenire episodi simili.

Diagnosi 

La capacità di un cane infetto di produrre anticorpi contro l’herpes virus canino è variabile. Alcuni cani infetti non mostrano più anticorpi dopo un paio di mesi e altri hanno livelli di anticorpi che persistono per anni. Se la storia clinica della cagna è indicativa di herpes, eventuali anticorpi trovati nel sangue sarebbero significativi. Senza un episodio di mortalità della cucciolata, gli anticorpi indicano solamente una pregressa esposizione al virus.

Per avere un’idea più precisa di quanto recente potrebbe essere l’esposizione e se il livello di anticorpi indica infezione attiva, si esegue una seconda rilevazione degli anticorpi 10 – 14 giorni dopo la prima. Un’infezione attiva mostrerà un aumento di quattro volte del livello di anticorpi. In un allevamento può essere utile sapere quali cani sono stati esposti e quali no, in modo da valutare i rischi. Solo le femmine non esposte sono a rischio di infezione durante la gravidanza e possono quindi perdere la cucciolata. Può essere consigliabile controllare i livelli anticorpali prima dell’accoppiamento sia nel maschio che nella femmina.

Se l’infezione si è verificata da meno di 3 settimane, può essere possibile la cultura del virus da tamponi dal naso o dalla vagina. In generale, confermare l’infezione da herpes in un cucciolo morto è molto più facile e veloce che cercare di confermare l’infezione nel cane adulto.

È disponibile anche un test PCR, che identifica la presenza diretta del virus rilevando il suo DNA. Un risultato positivo va tuttavia interpretato con precauzione, prendendo in considerazione la storia clinica dell’animale. Il test PCR, infatti, non determina se il cane sta diffondendo attivamente il virus ed è contagioso o è solo portatore.

Trattamento

herpesviruscaninoLa malattia ha una mortalità molto elevata tra i cuccioli di meno di tre settimane. I cuccioli ammalati richiedono una terapia intensiva. Vanno tenuti al caldo perché il calore danneggia il virus, che viene disattivato a temperature superiori a 37°C, mettendoli sopra un materassino riscaldante. Devono inoltre essere reidratati e alimentati, eventualmente tramite sondino gastrico. Si somministrano antibiotici contro le infezioni batteriche secondarie.

Vaccinazione

È disponibile un vaccino da somministrare alla madre perché produca anticorpi protettivi per i cuccioli. La prima dose si somministra durante il calore o entro 7-10 giorni dall’accoppiamento e la seconda dose 6-7 settimane più tardi. Il protocollo va ripetuto ad ogni successiva gravidanza in quanto l’efficacia del vaccino è di breve durata. Vanno vaccinate anche le cagne sieropositive. Il vaccino è sicuro ed efficace e non provoca danni ai cuccioli; quelli che nascono da madri sieropositive nascono infetti, ma sono protetti dagli anticorpi e non si ammalano.