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Osteoartrite (malattia articolare degenerativa)

L’osteoartrite è la forma di artrite più comune in cani e gatti ed è molto comune anche nelle persone. Consiste in un’erosione delle cartilagini articolari dovuta a un uso eccessivo o a fenomeni generativi legati all’invecchiamento; può essere secondaria a problemi articolari congeniti o ereditari, come ad esempio la displasia delle anche. Un importante fattore predisponente è il peso eccessivo, che favorisce l’usura precoce delle superfici articolari.

La condizione è dolorosa a causa dell’infiammazione associata alle lesioni erosive. Normalmente le superfici articolari sono costituite dalle estremità ossee rivestite da una superficie cartilaginea; le superfici sono separate tra loro da una pellicola di liquido, detto sinoviale, che agisce come un lubrificante. Il liquido sinoviale permette anche di nutrire le cartilagini articolari. Senza il rivestimento cartilagineo le superfici articolari vengono in contatto tra loro direttamente con il tessuto osseo, causando dolore. L’intensità del dolore può variare molto, fino ad essere invalidante e impedire una vita normale.

osteoatrite

La percentuale di cani che soffre di osteoartrite è molto elevata e aumenta con l’età. È presente e comune anche nei gatti, anche se molto più difficile da riconoscere in quanto il gatto che ha dolore a un’articolazione tende a muoversi meno e ciò spesso viene erroneamente imputato a problemi di età avanzata.

Il trattamento medico dell’osteoartrite è molto importante per aumentare il benessere del paziente e può essere condotto con molti metodi. I capisaldi del trattamento medico sono riduzione di peso, esercizio e farmaci.

Sintomi

Il cane con problemi articolari zoppica o mostra rigidità articolare; nelle forme iniziali e leggere presenta alterazioni del comportamento più lievi da rilevare, come la difficoltà a fare le scale, a saltare sul divano, ad alzarsi o salire e scendere dalla macchina. Nelle forme avanzate rigidità e zoppicatura possono essere più evidenti dopo un periodo di riposo (“a freddo”) e attenuarsi con il movimento.

I sintomi manifestati più comunemente dai gatti sono rappresentati dalla difficoltà a tenere pulito il mantello, urinazione fuori dalla cassetta, difficoltà a saltare, zoppicatura e aggressività quando vengono maneggiati. Secondo uno studio, il 90% dei gatti sopra i 12 anni di età mostrano segni radiografici tipici dell’osteoartrite. La localizzazione principale nel gatto è la colonna vertebrale, seguita dalle articolazioni dei gomiti e dalle anche.

Diagnosi

La diagnosi inizia con la visita clinica. Il veterinario osserva come si muove l’animale e poi lo visita prestando particolare attenzione alla palpazione delle articolazioni e della schiena.
La diagnosi viene confermata dall’esame radiografico, che permette anche di escludere altre patologie che potrebbero dare sintomi simili, quali tumori ossei o fratture.

Terapia

L’osteoartrite non può essere guarita ma il dolore e il disagio possono essere adeguatamente controllati per mantenere un livello di vita confortevole. Le opzioni terapeutiche sono diverse.

Controllo del peso
cane obesoL’obesità è un importante fattore nell’insorgenza e nell’aggravamento progressivo dell’osteoartrite e la riduzione di peso allevia significativamente i sintomi. Cani e gatti in sovrappeso devono recuperare il peso forma e gli animali con un peso corporeo ottimale non devono ingrassare. Sebbene mettere a dieta un cane o un gatto comporti una certa difficoltà psicologica da parte del proprietario, che può avere l’impressione di far soffrire il suo beniamino, in realtà è l’incapacità ad attenersi alla dieta che causa sofferenza. Vi sono in commercio diverse diete commerciali piuttosto efficaci nel favorire la riduzione di peso e il veterinario può consigliare quale utilizzare.

Esercizio
Un esercizio regolare e leggero è il metodo più efficace per il controllo dell’osteoartrite. Il liquido sinoviale, il lubrificante delle articolazioni, viene prodotto durante il movimento articolare. Si ritiene che l’esercizio moderato aiuti a mantenere la funzionalità e la flessibilità delle articolazioni, permettendo di ridurre le dosi di farmaci antinfiammatori. Si raccomanda genericamente un esercizio di durata e intensità tale da non causare un aumento della zoppicatura. Si porta il cane ogni mattina con il guinzaglio facendolo camminare lentamente; 15-20 minuti sono in genere adeguati, ma la durata varia da paziente a paziente. Si devono evitare attività intense come rincorrere la palla, correre, saltare e salire le scale. Degli impacchi caldi sulle articolazioni dolenti prima e dopo l’esercizio possono essere di beneficio.
Un esercizio troppo intenso e troppo precoce è dannoso e controproduttivo e causa un aggravamento dell’osteoartrite. La frequenza e l’intensità degli esercizi vanno aumentate gradatamente nel tempo, valutando il grado di benessere del cane durante l’attività.
Nei periodi di riacutizzazione si diminuisce l’esercizio fisico.

Altre terapie
Altre terapie che si rivelano utili sono la fisioterapia, la laserterapia, l’agopuntura, che aiutano a controllare il dolore e l’infiammazione.

Farmaci
I farmaci principiali impiegati nel trattamento dell’osteoartrite sono gli antinfiammatori non steroidei (i cosiddetti FANS). Alleviando o togliendo il disagio, permettono all’animale di muoversi più volentieri e quindi di aumentare la flessibilità articolare e la forza muscolare. Inoltre il maggior esercizio fisico facilita la perdita di peso contribuendo alla riduzione dell’osteoartrite.
La terapia con i FANS va protratta per diversi mesi per essere efficace (permettendo all’esercizio fisico di dare risultati adeguati) e non la si deve interrompere ai primi segni di miglioramento. Se la somministrazione quotidiana risulta impegnativa, nel cane si può utilizzare un tipo di farmaco che è sufficiente somministrare una volta al mese, per la lunga durata di azione.
Esistono diversi tipi di FANS e ogni animale può rispondere in modo diverso a ciascun tipo; se un tipo non dà risultati entro un paio di settimane, si prova un altro farmaco. Non si devono mai dare due diversi tipi di FANS contemporaneamente, né combinare la somministrazione di FANS e di cortisonici, perché gli effetti avversi possono sommarsi. I possibili effetti collaterali consistono principalmente in disturbi gastrici (gastrite e ulcere) e danni renali, ma i farmaci attualmente a disposizione sono in genere ben tollerati. È consigliabile effettuare un controllo della funzionalità renale prima di iniziare la somministrazione di FANS, soprattutto se va protratta a lungo.
Se durante la terapia con FANS compaiono nausea, vomito, diarrea, mancanza di appetito occorre contattare immediatamente il veterinario.
Esistono anche FANS per uso umano ma alcuni sono molto tossici per cani e gatti e non vanno mai somministrati senza consultare il veterinario.

Nei casi più gravi di osteoartrite si associano ai FANS farmaci analgesici più potenti. Tra questi i più usati sono il tramadolo (un analgesico oppiaceo) e la gabapentina (che modifica la percezione del dolore).

Possono essere di aiuto integratori che aiutano a ristabilire e mantenere l’integrità articolare, come glucocosamina e condroitina. Anche gli acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6 possono aiutare gli animali con osteoartrite. Questi tipi di integratori sono privi di effetti collaterali, anche se da soli non danno risultati sufficienti.

In commercio si trovano anche mangimi formulati per cani e gatti con osteoartrite che contengono già al loro interno gli integratori utili per favorire la salute delle articolazioni, con un moderato contenuto calorico per aiutare a mantenere il peso forma.

L’impiego dei cortisonici è controverso. Sebbene abbiano una potente azione antinfiammatoria e possano risultare efficaci a breve termine, sono controindicati a lungo termine perchè ritardano la guarigione e favoriscono la degenerazione delle cartilagini articolari.

L’osteoartrite è un processo irreversibile, che può essere tenuto sotto controllo ma non guarito. Nei casi più avanzati se il trattamento medico non è sufficiente si può ricorrere a diversi tipi di interventi chirurgici specialistici come ad esempio la protesi dell’anca, l’artrodesi (fusione dell’articolazione) o la denervazione.