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Rabbia

La rabbia è una malattia infettiva causata da un virus che può colpire tutti i mammiferi, uomo compreso. Il virus attacca il cervello e il midollo spinale. È una malattia diffusa in quasi tutto il mondo e causa ogni anno decine di migliaia di vittime, soprattutto in Asia e Africa. Una volta comparsi i sintomi, la malattia è incurabile e causa la morte.

Come si trasmetterabbia

Poiché gli animali che hanno la rabbia secernono grandi quantità di virus nella loro saliva, la malattia si trasmette principalmente attraverso il morso di un animale infetto. Si può anche trasmettere attraverso un graffio o quando la saliva infetta entra in contatto con le mucose o con una ferita aperta recente. Il rischio è maggiore se il cane (o qualsiasi altro animale domestico) può venire a contatto con animali selvatici. La più comune fonte di contagio in Italia sono le volpi selvatiche. L’Italia è rimasta per diversi anni esente da rabbia, ma di recente è ricomparsa nell’arco alpino orientale.

Sintomi

I sintomi della rabbia sono correlati alle lesioni causate al cervello. Inizialmente, un cane infetto può mostrare cambiamenti comportamentali come inquietudine o paura, a volte associate ad aggressività. Cani docili possono diventare irritabili, mentre animali solitamente aggressivi possono diventare più docili. Un cane infetto può mordere in seguito a qualunque stimolo, attaccare altri animali, gli esseri umani e anche gli oggetti inanimati. Può leccare e mordicchiare costantemente il punto dove è stato morso. In questa fase può anche essere presente febbre.

Con il progredire della malattia il cane infetto può mostrare ipersensibilità al tatto, alla luce e ai rumori. Può ingerire oggetti insoliti e nascondersi in luoghi bui. In seguito può comparire la paralisi dei muscoli della gola e della mandibola, causando il noto sintomo di formazione di schiuma alla bocca per l’incapacità di deglutire. Possono verificarsi disorientamento, incoordinazione e barcollamento causati dalla paralisi delle zampe posteriori. Altri segni classici della rabbia includono perdita di appetito, debolezza, convulsioni e morte improvvisa.

Dopo il contagio, l’incubazione della malattia dura solitamente da due a otto settimane prima che compaiano i sintomi. Tuttavia, la trasmissione del virus con la saliva può verificarsi 10 giorni prima della comparsa dei sintomi.

Sono più a rischio di contrarre la rabbia i cani non vaccinati che possono vagare all’aperto senza controllo, poiché sono esposti agli animali selvatici e hanno una maggiore possibilità di azzuffarsi con cani randagi o volpi infetti.

Diagnosi

Non esiste nessun test accurato per diagnosticare la rabbia negli animali vivi. I test diagnostici richiedono infatti l’esame del tessuto cerebrale, pertanto possono essere eseguiti solo dopo la morte dell’animale.

Prevenzione e vaccinazione

Il vaccino non solo impedisce al cane di infettarsi se viene morso da un animale rabido, ma impedisce anche che questo a sua volta trasmetta la rabbia alle persone. Oltre al vaccino, per la prevenzione è necessario impedire ai cani di vagare liberi e tenerli sempre al guinzaglio quando vengono fatti uscire di casa.

Cosa dice la legge

Non esiste una cura per la rabbia una volta appaiono sintomi, sia negli animali che nell’uomo; per questo la rabbia presenta una grave minaccia per la sanità pubblica. Per legge, ogni cane morsicatore deve essere denunciato e sottoposto obbligatoriamente ad un periodo di osservazione di 10 giorni, per verificare che non manifesti i sintomi (indipendentemente dal fatto che sia vaccinato o no). Se 10 giorni dopo aver morsicato sta bene, il cane non può aver trasmesso la rabbia e non rappresenta quindi un pericolo da questo punto di vista.

Cosa fare in caso di morso

Se venite morsi da un cane, sia domestico che selvatico, o da un altro mammifero selvatico (in particolare una volpe) lavate immediatamente la ferita con abbondante acqua corrente, perché in questo modo si possono eliminare le particelle virali eventualmente trasmesse con il morso. In ogni caso fatevi visitare immediatamente. Se il cane morsicatore risulta vaccinato regolarmente, non rappresenta un pericolo. In caso contrario, o se l’animale che ha morso è fuggito, si riceve un trattamento immunitario preventivo che impedisce di contrarre la rabbia.

La situazione in Italia

Al momento l’Italia è indenne da rabbia. Le zone a rischio sono quelle dell’arco alpino orientale, da dove potrebbero arrivare volpi infette, ma è da tempo che non si riscontrano più casi di rabbia. La prudenza tuttavia non è mai troppa: se incontrate un animale selvatico che si comporta in modo inconsueto (ad esempio una volpe che appare insolitamente docile) non cercate di avvicinarlo e avvertite le autorità.