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Il coniglio anziano

Longevità

Negli ultimi anni l’aspettativa dei conigli pet si è notevolmente allungata. Se fino a pochi anni fa la vita media era considerata 5-6 anni, ora molti arrivano fino a 9-10 anni e alcuni i 12-13 anni. È raro che venga raggiunta e superata l’età di 14 anni, tuttavia il record di di longevità appartiene ad un coniglio di 18 anni. È probabile che l’allungamento della vita nei conigli pet sia dovuto al miglioramento delle conoscenze riguardo alimentazione, gestione e cure veterinarie.

I conigli selvatici vivono presumibilmente pochi anni, a causa dell’azione di malattie e predatori, ma uno studio effettuato in Australia su un gruppo di conigli allo stato libero seguiti nel corso degli anni ha documentato che una coniglia è arrivata a vivere 7 anni e mezzo.

Non vi sono dati scientifici per stabilire quando si può considerare “anziano” un coniglio; gli autori americani pongono questa definizione a 5-6 anni di età, ma forse il coniglio pet andrebbe più correttamente considerato anziano a partire dai 7 anni.

Stima dell’età e segni di invecchiamento

Non esistono elementi obiettivi per stabilire l’età di un coniglio che ha terminato l’accrescimento. Inoltre, le condizioni fisiche con cui i conigli raggiungono un’età avanzata variano notevolmente: alcuni soggetti a 10 anni di età appaiono in eccellenti condizioni come un coniglio di 2-3 anni, altri a 8-9 anni mostrano visibilmente segni di decadenza fisica.

Nei conigli con una dentatura sana, i denti appaiono in condizioni perfette anche in soggetti anziani in quanto la crescita continua permette di avere semper una dentatura “nuova”. D’altronde, la malattia dentale acquisita è, appunto, acquisita per errori di gestione e non dipende dall’invecchiamento. Le forme congenite di malocclusone si manifestano intorno ai tre ani di vita.

I segni di invecchiamento, quando presenti, sono rappresentati da una diminuzione dell’attività e della vitalità: il coniglio si muove meno e con minor agilità, tende a riposare di più; non riesce più a saltare sopra il mobilio o a fare le scale con il vigore di prima. Il mantello può apparire più opaco e in disordine, il perineo sporco. Si può osservare perdita di peso e atrofia muscolare.

Fattori che influenzano la longevità

Come per tutte le specie, i fattori che influenzano la longevità nei conigli pet sono rappresentati da fattori genetici, ambiente, alimentazione e cure mediche.

Fattori genetici

Ovviamente non possono essere modificati, ma è importante essere a conoscenza dei problemi genetici più probabili nelle varie razze, prima di scegliere un soggetto. I conigli ariete e nani sono predisposti alla malocclusione congenita degli incisivi e a volte dei molariformi. I conigli di razza grande/gigante hanno una minor aspettativa di vita e una maggior incidenza di patologie cardiache. Le coniglie – in generale – sono predisposte allo sviluppo di tumori uterini; la loro incidenza è particolarmente elevata in alcune razze, come olandese, focata, argentata. Quest’ultimo problema è del tutto prevenibile con la sterilizzazione.

Ambiente

Il coniglio deve poter vivere libero in una casa messa in sicurezza. L’attività fisica, l’interazione con i membri della famiglia (e possibilmente di un compagno della stessa specie) e un ambiente sicuro e stimolante contribuiscono al benessere dell’animale e probabilmente in maniera diretta alla sua longevità. Al contrario un ambiente non sicuro può causare lesioni e morte, ad esempio se si lascia il coniglio incustodito in giardino, se lo si espone al caldo eccessivo (colpo di calore), se viene aggredito dal cane, se cade dal terrazzo o ancora se morde un filo elettrico.

Alimentazione

La maggior parte dei problemi di salute del coniglio derivano, direttamente o indirettamente, da errori alimentari. Un’alimentazione che comprende solo fieno ed erba a volontà è quella ideale per la salute della dentatura, dell’apparato gastroenterico e urinario. La prevenzione dell’obesità ottenuta con questa alimentazione aiuta inoltre a prevenire problemi a carico di colonna vertebrale, articolazioni e fegato.

Misure di profilassi

Ogni coniglio andrebbe sterilizzato a 6-12 mesi di età. La sterilizzazione elimina comportamenti indesiderati come l’aggressione e la marcatura e previene i tumori dell’apparato riproduttivo (a carico dell’utero nelle femmine e dei testicoli nei maschi). I conigli vanno vaccinati contro MEV e mixomatosi tutta la vita: l’immunità offerta dai vaccini non ha una grande durata. Il vaccino è inoltre l’occasione per effettuare una visita clinica completa. Indipendentemente dal piano vaccinale, il coniglio andrebbe visitato almeno due volte all’anno. Dopo i 6-7 anni di età è consigliabile effettuare un esame del sangue con cadenza annuale.

Alimentazione nel coniglio anziano

Non sono necessarie modificazioni della dieta nell’animale anziano, se l’alimentazione è già corretta. Fieno, erba e verdure costituiscono l’alimentazione consigliata per tutto l’arco vitale; non vanno mai somministrati mangimi, carboidrati, frutta. I conigli con la dentatura non funzionale richiedono un’assistenza particolare, sminuzzando l’alimento o ricorrendo a preparati per l’alimentazione assistita.

Principali patologie geriatriche

Spondilosi vertebrale

La spondilosi è una patologia degenerativa non infiammatoria della colonna vertebrale che consiste nella formazione di osteofiti (escrescenze ossee) a carico delle vertebre. La condizione è facilmente identificabile all’esame radiografico. La presenza di osteofiti non sempre causa sintomi evidenti, ma questo potrebbe anche essere dovuto alla capacità dei conigli di nascondere il dolore e di limitare l’attività fisica.

Se presenti, i sintomi sono correlati al dolore: riluttanza a muoversi, incapacità di curare il mantello, dermatite perineale da urine o feci, incapacità di consumare il ciecotrofo. Il dolore riduce il movimento e quindi provoca atrofia muscolare, che a sua volta causa instabilità delle zampe posteriori e difficoltà a muoversi.

La terapia consiste nella somministrazione di farmaci antinfiammatori; è inoltre dimostrata l’utilità di una sostanza, la glucosamina, nel ridurre le manifestazioni degenerative.

I conigli anziani con patologie invalidanti possono essere aiutati lasciandoli su superfici non scivolose e abbassando il lato di entrata delle cassette igieniche. Se necessario, il perineo va tenuto rasato e pulito di frequente. L’acqua va offerta tramite un recipiente basso e non con il beverino, che costringe il coniglio ad alzare la testa in modo innaturale.

Paresi/paralisi

La spondilosi, aggravata da problemi osteoarticolari e da atrofia muscolare, può portare a problemi di paresi/paralisi. Se adeguatamente assistito e sottoposto a trattamenti analgesici il coniglio può ancora godere di un buon livello di vita, ma richiede un’assidua assistenza da parte dei proprietari. La condizione può infatti causare problemi di incontinenza, imbrattamento del perineo, dermatite da urina e, nella stagione calda, infestazione da larve di mosca che è una complicazione molto grave. È utile tenere rasato il perineo per favorire la pulizia, che deve essere effettuata più volte al giorno. La cute può essere protetta con prodotti a base di ossido di zinco e il coniglio va sistemato su superfici non scivolose, pulite e assorbenti, come le traverse per incontinenti.

Pododermatite

Spesso i conigli anziani con problemi di spondilosi e incontinenza tendono a restare fermi su un substrato bagnato di urina e feci; l’immobilità e il contatto continuo con il fondo sporco possono causare pododermatiti. Il dolore provocato dalla pododermatite a sua volta induce immobilità e urinazione inappropriata, causando un pericoloso circolo vizioso.

Pododermatite

 

La lesione può andare da alopecia (perdita di pelo) ed eritema (arrossamento) a gravi ulcere. Nei casi più gravi è necessario eseguire un esame radiografico per valutare se sono colpite anche le strutture ossee e articolari.

La condizione va trattata soprattutto con modifiche della gestione e la cura particolare dell’igene. L’ideale è mantenere il coniglio su un abbondante fondo di fieno sempre pulito, o su un panno assorbente posto sopra un fondo morbido.

Le lesioni vanno trattate con medicazioni a base di soluzioni disinfettanti e creme antibiotiche e la somministrazione di analgesici e di antibiotici. Nei casi avanzati può essere necessaria una pulizia chirurgica per eliminare i tessuti necrotici e il pus. Gli arti  vanno tenuti bendati con fasciature che permettano all’animale di camminare. Se le lesioni hanno coinvolto anche le strutture tendinee e ossee la prognosi è sempre riservata, a causa della difficoltà nel raggiungere la guarigione.

Patologie oculari

Le patologie oculari sono frequenti nei conigli e, dal momento che possono peggiorare con il tempo, non di rado i conigli anziani presentano problemi che portano a riduzione della vista o cecità completa come ad esempio la cataratta.

I conigli ciechi hanno una buona qualità di vita e nel loro ambiente riescono a orientarsi senza problemi. È consigliabile effettuare cambiamenti minimi nell’ambiente in cui vive l’animale.

Cataratta

Patologie dentali

Le patologie dentali non sono una conseguenza dell’età. Se l’alimentazione è stata corretta, conigli molto anziani possono presentare una dentatura perfetta. Se il coniglio nei primi periodi di vita (e successivamente) è stato alimentato con mangimi, da anziano presenterà una dentatura più o meno gravemente alterata, talvolta non più in grado di masticare.

I conigli che non riescono più a masticare fieno e verdure possono alimentarsi con pellet schiacciato o inumidito o alimenti per l’alimentazione assistita, che spesso assumono spontaneamente. Altri riescono ad assumere vegetali tagliati o grattugiati molto finemente.

Tumori

Le neoplasie non sono particolarmente frequenti nel coniglio (a parte i tumori uterini) ma la loro incidenza, come per le altre specie, aumenta con l’età, per cui nei soggetti anziani non sono un riscontro raro.

I tumori dell’utero sono il tipo di tumore più comune in questa specie e possono colpire le coniglie non sterilizzate a partire dai tre anni di età. Man mano che la coniglia invecchia le probabilità che l’utero sviluppi un carcinoma (tumore maligno) sono sempre più alte. Per questo motivo è importante effettuare la sterilizzazione entro un anno di età. Spesso il tumore dell’utero non causa alcun sintomo fino a che non compaiono metastasi a livello dei polmoni che causano respiro difficoltoso. A questo punto purtroppo non è possibile effettuare alcuna terapia.

I tumori testicolari non sono rari nei conigli anziani; possono colpire un solo testicolo o più raramente entrambi. Si manifestano con l’aumento di volume di un testicolo, spesso accompagnato dalla riduzione dell’altro. Poiché in genere sono benigni, la sterilizzazione chirurgica è risolutiva.

 

Un tumore testicolare. L’altro testicolo è atrofico.

 

I tumori cutanei non sono particolarmente comuni nei conigli. Si manifestano sotto forma di noduli o masse a livello della pelle. Poiché possono presentare un comportamento altamente maligno è consigliabile, quando possibile, la loro asportazione più precoce possibile e l’esame istologico.

Insufficienza renale

Nei conigli anziani l’insufficienza renale spesso è una condizione cronica, progressiva (destinata a peggorere con il tempo). Nel coniglio l’insufficienza renale cronica a volte passa inosservata per lungo tempo in quanto, contrariamente a cane e gatto, non causa perdita di appetito, nausea e malessere. Il coniglio mantiene un ottimo appetito fino quasi alla fine, ma continua a dimagrire. In tutti i casi in cui un coniglio anziano pur mangiando normalmente dimagrisce e mostra un aumento della sete è consigliabile eseguire un esame completo del sangue. L’esame radiografico permette di valutare la presenza di eventuali calcoli renali.

La terapia dell’insufficienza renale cronica è principalmente di sostegno. La pratica più utile è la somministrazione di liquidi per via sottocutanea, preferibilmente a domicilio, ed eventualmente l’alimentazione assistita. Proprio perchè conservano l’appetito, spesso i conigli mantengono una buona qualità di vita, pur dimagrendo progressivamente, per parecchi mesi dopo la diagnosi.

Problematiche di fine vita

Chi ha un coniglio anziano di solito ha stabilito con lui un fortissimo legame affettivo e la sua perdita rappresenta un grande dolore. La decisione di ricorrere all’eutanasia, quando le condizioni di vita non sono più sopportabili, è sempre molto difficile.

Il veterinario capisce la difficoltà e il dolore che provano i membri della famiglia, il dispiacere che suscita il momento del distacco e i sensi di colpa legati alla decisione di ricorrere all’eutanasia, ma ha il dovere di essere realistico e obiettivo nell’informare sulle condizioni dell’animale.È importante comprendere che l’eutanasia può essere un atto di amore quando la qualità di vita non è più accettabile e che quindi non deve essere accompagnata da sensi di colpa. Ciò che conta è la qualità, non la quantità, della vita, e per un animale non ha senso vivere con sofferenza senza prospettive di miglioramento.