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La sterilizzazione chirurgica

accoppiamento gattiLa sterilizzazione chirurgica, sia nel maschio che nella femmina, è una parte fondamentale delle cure di base di ogni cane o gatto. Non è utile solo a prevenire gravidanze indesiderate, a impedire la nascita di gattini o cuccioli non voluti e contribuire al grosso problema del gran numero di animali abbandonati che è sempre in crescita (rifugi e canili purtroppo sono sempre gravemente sovraffollati), ma ha soprattutto importanti conseguenze favorevoli per la salute degli animali e per la prevenzione di molti problemi di comportamento con cui è difficile convivere. Inoltre la sterilizzazione previene gravi malattie infettive trasmissibili con l’accoppiamento.

L’impiego di anestetici moderni e di efficaci analgesici rende la procedura sicura e con il minimo disagio per l’animale. Prima della sterilizzazione si effettua sempre un’accurata visita clinica per verificare che non esistano controindicazioni all’intervento. È possibile effettuare degli esami preoperatori (esami del sangue e delle urine, radiografie, ecocardiografia) da valutare caso per caso secondo l’età e le condizioni fisiche del cane o del gatto.

La sterilizzazione del maschio

gatto sterilizzazioneLa sterilizzazione del maschio riduce in modo significativo alcuni tipi di comportamento che espongono il gatto a incidenti, traumi e pericoli di contrarre gravi malattie, quindi, come per il cane, comporta numerosi vantaggi:

  • Cala del 90% la tendenza ad allontanarsi da casa e a lottare con gli altri gatti.
  • I gatti sterilizzati statisticamente vivono più a lungo e sono più sani di quelli interi.
  • Durante il vagabondaggio e le lotte il gatto rischia di essere investito, preso a fucilate, avvelenato, sviluppare ferite da morso e ascessi.
  • Il gatto evita di contrarre malattie gravi come la leucemia felina (FeLV) e l’immuonodeficenza felina (FIV), trasmissibili sia sessualmente che per contatto con gatti infetti.

Anche nel gatto che vive confinato in casa la sterilizzazione apporta dei vantaggi: diminuisce del 90% il comportamento di marcatura (vale a dire l’abitudine a spruzzare l’urina per segnare il territorio) e l’urina perde l’odore intenso e sgradevole tipico dei maschi interi, difficilmente sopportabile se non ha possibilità di fare i bisogni all’esterno.

E’ importante sottolineare che la sterilizzazione influisce solo sulla produzione di testosterone (che è l’ormone maschile responsabile del comportamento sessuale, dell’interesse verso le femmine in calore e dell’aggressività); l’intelligenza e il temperamento del gatto non ne vengono assolutamente influenzati (il testosterone non ha alcuna influenza sull’intelligenza!). Il gatto sterilizzato non diventerà affatto pigro e stupido, o modificherà il suo carattere, com’è credenza comune tra alcuni proprietari contrari o titubanti, bensì conserverà tutti i tratti della sua personalità precedenti all’intervento; sarà altrettanto affettuoso e godrà di una vita più lunga e senz’altro più sana. I gatti sterilizzati inoltre in genere si tengono molto più puliti di quelli interi, cosa che può rendere molto più serena la nostra convivenza con loro! La propensione verso la caccia, invece, non viene per nulla modificata.

L’intervento può essere eseguito ad ogni età, ma in genere si effettua a circa un anno, prima che il gatto raggiunga la piena maturità sessuale e inizi ad allontanarsi da casa, altrimenti c’è il rischio che possa conservare cattive abitudini o che soccomba per qualche incidente.

La sterilizzazione della femmina

gatta sterilizzazioneLa sterilizzazione è un intervento chirurgico che si effettua di routine nelle gatte perché permette di evitare le gravidanze e i problemi legati al calore, come i miagolii continui, ma anche perché ha importanti effetti positivi sulla salute. La sterilizzazione, infatti, previene le malattie dell’utero (piometra) e, se effettuata in giovane età (prima della pubertà), anche i tumori mammari. La sterilizzazione viene infatti eseguita preferibilmente a 5- 6 mesi di età, prima che la gatta abbia il primo calore; in questo modo si ottiene una riduzione di incidenza di tumori della mammella del 91%. Nelle gatte sterilizzate entro i 12 mesi di età, la riduzione dei tumori mammari è del 86%. Se la sterilizzazione viene effettuata tra uno e due anni di età, la riduzione del rischio è solo del 11%. Dopo i due anni di età la sterilizzazione può sempre essere effettuata, ma non ha più l’effetto protettivo sulla comparsa del tumore mammario. La gravidanza, peraltro, non ha alcun effetto protettivo sulla comparsa di questa patologia, non diminuisce cioè le probabilità della sua comparsa. Far fare una gravidanza alla gatta, prima di sterilizzarla, non è quindi di alcun vantaggio per la sua salute (la espone anzi a possibili rischi).

La sterilizzazione può essere effettuata in due modi: asportando l’utero e le ovaie (ovarioisterectomia), o asportando solo le ovaie (ovariectomia); in entrambi i casi la gatta non avrà più calori e non potrà restare gravida. Poiché la comparsa dei calori, lo sviluppo di tumori mammari e i problemi di comportamento dipendono dall’attività delle ovaie, i due tipi di intervento sono altrettanto efficaci. Di solito è preferibile togliere anche l’utero nelle gatte più anziane, in quelle che hanno ricevuto trattamenti ormonali anticoncezionali e, ovviamente, in quelle in cui sono presenti patologie a carico dell’utero, o che al momento della sterilizzazione sono già gravide. Nel caso di gatte giovani e sane è sufficiente asportare le ovaie, il che rende l’intervento più semplice e rapido e con minori complicazioni.

La gatta, contrariamente alla cagna, può essere sterilizzata anche quando è in calore, il che porta alla cessazione immediata delle manifestazioni dell’estro (miagolii, attrazione dei maschi). Anche le gatte gravide possono essere sterilizzate, il che rappresenta un metodo efficace di interruzione della gravidanza, ma più la gravidanza è avanzata più l’intervento è lungo e complicato, dal momento che i vasi sanguigni dell’utero e delle ovaie sono molto più grandi durante le ultime fasi della gravidanza.

Se la gatta ha partorito di recente e la si vuole sterilizzare, idealmente è meglio aspettare che i gattini siano svezzati, in modo che le ghiandole mammarie siano ridotte di volume e non interferiscano con la chirurgia. Poiché però la gatta può tornare in calore durante l’allattamento, non sempre è possibile aspettare.

Contrariamente alle dicerie popolari, la sterilizzazione non altera affatto la personalità della gatta: la gatta sterilizzata avrà esattamente la stessa personalità di quando non è in calore, vale a dire di quando l’attività delle sue ovaie è a riposo e non ci sono ormoni estrogeni in circolo; non è vero che le gatte sterilizzate diventano pigre e ottuse. Poiché in genere la sterilizzazione coincide con il raggiungimento del completo sviluppo fisico, i fabbisogni alimentari diventano inferiori e può essere necessario limitare la quantità di cibo che si lascia a disposizione della gatta per prevenire problemi di obesità.

L’intervento di legatura delle tube è controindicato: non elimina i comportamenti indesiderati legati al calore, non protegge dalla comparsa dei tumori mammari, espone la gatta al rischio di patologie dell’utero (in particolare la piometra) e di infezioni virali contratte con l’accoppiamento.

I prodotti anticoncezionali

Sia per la cagna che per la gatta prevenire il calore esistono prodotti anticoncezionali da somministrare con iniezioni periodiche, a base di ormoni analoghi al progesterone (l’ormone della gravidanza). Questi prodotti però sono sconsigliabili per vari motivi.

  • Hanno ovviamente un effetto temporaneo, per cui dovrebbero essere ripetuti periodicamente per tutta la vita della cagna, e alla lunga risultano più costosi della sterilizzazione chirurgica.
  • Questi prodotti non devono mai essere somministrati se c’è il rischio che la cagna o la gatta siano gravide: avrebbero gravi effetti collaterali impedendo il parto.
  • Non devono essere somministrati subito prima del calore, o durante il calore, perché aumentano molto la possibilità di indurre gravi effetti collaterali (infezioni dell’utero). Prima di somministrarli occorre quindi che il veterinario accerti in che periodo del ciclo riproduttivo è la cagna tramite un esame specifico (citologia vaginale).
  • Comportano un rischio molto elevato di indurre tumori mammari e infezioni dell’utero, fino anche al 25% degli animali trattati. Queste complicanze si possono osservare anche dopo una singola iniezione.

Esistono anche prodotti che possono essere dati per bocca, con minori effetti collaterali, ma solo se somministrati per periodi brevi: per non più di due cicli (calori) consecutivi. E’ ovvio quindi che non costituiscono una soluzione permanente al problema.

In conclusione, quindi, la chirurgia è davvero assai vantaggiosa per la salute dei nostri animali.