
I parassiti intestinali (vermi, coccidi, protozoi) sono molto frequenti nei rettili e, dopo le cause ambientali ed alimentari, sono le cause più frequenti di diarrea. Per l’identificazione dei parassiti è importante far eseguire un esame delle feci.
Vermi intestinali (elminti)
I parassiti intestinali sono estremamente comuni , in particolare ossiuri e ascaridi. Alcuni tipi di ossiuri sono considerati non patogeni bensì commensali, vale a dire che vivono in equilibrio con l’ospite senza danneggiarlo. Potrebbero avere un effetto benefico nell’aiutare la digestione; sono vermi di pochi millimetri di lunghezza che con i loro movimenti aiutano a mescolare il contenuto intestinale.
Un aumento del loro numero dovuto alle condizioni di cattività potrebbe però risultare pericoloso. Mentre in natura i rettili sopportano bene una moderata carica parassitaria, in cattività la situazione è molto diversa. Per prima cosa lo stato di cattività porta quasi inevitabilmente ad una situazione di stress cronico più o meno grave, che compromette il sistema immunitario; inoltre nello spazio ristretto del terrario o di un recinto la carica parassitaria tende ad aumentare molto creando problemi anche gravissimi, tra cui l’ostruzione intestinale. I sintomi in caso di infestazione massiva comprendono deperimento, anoressia, vomito e più raramente diarrea o costipazione.
Gli ascaridi sono vermi lunghi anche parecchi cm e sono sempre da considerare patogeni. La diagnosi di infestazione da elminti si esegue tramite l’esame delle feci, che permette di evidenziare la presenza delle loro uova microscopiche. A volte è possibile vedere direttamente nelle feci la presenza dei piccoli ossiuri. Il trattamento si basa sulla somministrazione di diversi tipi di antiparassitari.

Notevole quantità di ossiuri emessi da una tartaruga. In questo caso il trattamento antiparassitario è d’obbligo per prevenire gravi problemi intestinali come l’ostruzione.

Uovo di ossiuro osservato al microscopio da un campione di feci

Aspetto microscopico di un ossiuro; al suo interno sono presenti molte uova.
Protozoi
Flagellati
Sono parassiti microscopici piuttosto comuni nelle tartarughe. La loro presenza si diagnostica con l’osservazione diretta al microscopio delle feci eseguito su campioni molto freschi. L’identificazione di questi parassiti è, infatti, molto semplice nei campioni freschi, perché si riconoscono dai movimenti che compiono. Dopo alcune ore, invece, i parassiti muoiono e risulta più complicato identificarli. Quando durante la visita veterinaria il rettile defeca è molto utile che il veterinario osservi subito al microscopio un campione di feci.
I flagellati possono essere non patogeni, e costituire parte della normale flora intestinale. Se però il loro numero aumenta eccessivamente, soprattutto per errori alimentari o problemi di immunodepressione, possono causare problemi intestinali. I segni clinici comprendono anoressia, perdita di peso ed emissione di feci più tenere o diarrea vera e propria. Il trattamento dell’infestazione da flagellati si esegue con la somministrazione del farmaco metronidazolo.

Diarrea da flagellati in una Kinixys erosa
Coccidi
I coccidi sono parassiti microscopici costituiti da una sola cellula che si replicano nelle cellule intestinali dell’organismo che infestano. Sono molto rari e considerati non patogeni nelle tartarughe terrestri e d’acqua dolce. Possono talvolta dare problemi nei giovani di Geochelone pardalis e G. radiata. Possono invece essere pericolosi in molte specie di sauri, soprattutto i pogona giovani.
Il trattamento si può eseguire con la somministrazione orale di farmaci specifici.

Coccidi rinvenuti nelle feci di un camaleonte
