Castelfranco V.to 0423-722094 | Casella d'Asolo 0423-950113

Chelonoidis carbonarius – Tartaruga dalle zampe rosse

Classificazione

Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Testudinidae

Fino a poco tempo fa questa tartaruga era classificata come Geochelone carbonaria.

Sottospecie

Non ci sono sottospecie riconosciute; si parla però di diverse popolazioni, che differiscono per dimensioni e colorazione, secondo la regione di origine.
 

Origine e habitat naturale

Questo rettile è originario del Sud America, in aree adiacenti al bacino del Rio delle Amazzoni: Panama, Colombia, Venezuela, nord-est del Brasile fino al nord dell’Argentina, Trinidad, Paraguay, Bolivia e alcune isole dei Caraibi (Barbados, Martinica, Guadalupe, Antigua e Isole Vergini).
Occupa le aree aperte delle savane umide e le foreste tropicali aperte. Ama ambienti spaziosi, caldi e umidi, come la savana, ma rifugge la luce solare diretta. E’ più attiva di mattino e di sera, e quando piove.
 

Descrizione

Le dimensioni massime registrate sono di 51 cm (in un esemplare rinvenuto in Brasile il secolo scorso), ma le dimensioni medie si aggirano sui 29-32 cm di lunghezza. Il carapace è liscio e allungato, di colore prevalentemente scuro, con le areole gialle o arancio. Manca lo scuto nucale. Il piastrone è prevalentemente giallo con delle aree nerastre ai margini degli scuti. La testa, la coda e le zampe sono prevalentemente nere, con delle macchie gialle, arancio e rosse. In alcune popolazioni la testa è prevalentemente gialla o quasi del tutto rossa. Vi possono essere altre variazioni di colore della pelle in relazione alla distribuzione geografica.

 

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale è ben marcato. In molti casi il maschio presenta un restringimento “a clessidra” della corazza; nel maschio il piastrone è sempre fortemente concavo, mentre nella femmina è sempre piatto. Gli scuti anali formano un angolo più aperto nei maschi, analogamente a quanto si osserva in Testudo hermanni, mentre nella femmina sono più ravvicinati e di forma ovoidale. Lo spazio tra il margine posteriore del piastrone e lo scuto sopracaudale del carapace è doppio nella femmina rispetto al maschio, per facilitare il passaggio delle uova. La coda è più lunga e larga nel maschio (sebbene non in tutti i soggetti) rispetto alla femmina, e l’apertura cloacale più lontana dalla base della coda, mentre nella femmina è posta più vicino. Tutte queste caratteristiche si possono osservare con l’insorgenza della maturità sessuale, quando l’animale ha raggiunto una lunghezza di almeno 15-18 cm.

Maschio

Femmina

 

Mantenimento in cattività

Questi rettili necessitano di un ambiente caldo e umido tutto l’anno, con poche fluttuazioni di temperatura sia nel corso della giornata che delle stagioni. Mentre nella stagione calda è possibile lasciare queste tartarughe all’aperto, è indispensabile alloggiarle in un ambiente riscaldato durante il periodo invernale e nelle notti fredde. Il range di temperatura preferito si aggira sui 23-29°C, con un abbassamento notturno fino a 21°C. All’aperto si devono offrire ampie zone d’ombra (questa tartaruga non ama molto esporsi al sole) e un rifugio termicamente isolato. Al chiuso è essenziale mantenere elevati livelli di umidità con l’uso regolare di umidificatori. Deve essere sempre disponibile un ampio recipiente d’acqua in cui la tartaruga possa immergersi.
In cattività si adatta bene ed è relativamente facile da allevare, ma necessita di spazi ampi visto le dimensioni.
 

Alimentazione

Queste tartarughe sono prevalentemente erbivore ma assumono occasionalmente alimenti di origine animale. In natura si cibano di erbe, foglie, fiori, frutta, legumi, funghi, invertebrati (lumache, termiti, farfalle e altri insetti) e talvolta di carogne e feci di altri animali. L’alimento preferito è la frutta ben matura, caduta dagli alberi, che rappresenta il 70% della dieta durante la stagione umida e il 40% durante la stagione secca. Come alimenti preferiti seguono i fiori, poi foglie e germogli. Funghi, insetti e carogne rappresentano il 20% dell’alimento consumato.

In cattività si possono somministrare grandi quantità di frutta, che il sistema digestivo di queste tartarughe è in grado di assimilare senza problemi. Si possono offrire meloni, angurie, papaia, ananas, prugne, mele, fichi, arance, uva e altri tipi di frutti ben maturi, fino al 50% della dieta. La banana va data con molta parsimonia. Altri alimenti indicati sono costituiti da vegetali a foglia, del tipo adatto alla dieta delle Testudo, funghi, fiori di ibisco e dente di leone, pellet per conigli a base di erba medica. Una volta la settimana si lascia a disposizione una piccola quantità di cibo in scatola per gatti a basso contenuto di grassi (del tipo light), al massimo 25 g per un esemplare adulto, e proporzionalmente di meno per soggetti più giovani. Una somministrazione più frequente può causare gravi danni metabolici e un’alterazione dell’accrescimento.

La dieta deve avere un buon contenuto di calcio e soprattutto un elevato rapporto calcio – fosforo, che si può ottenere con l’aggiunta di carbonato di calcio alla dieta, oltre all’utilizzo di un integratore minerale – vitaminico.

Questi animali non vivrebbero bene con una dieta basata principalmente su erbe di pascolo. Da notare però che per tartarughe terrestri erbivore, come le Testudo e G. pardalis, la dieta indicata per G. carbonaria sarebbe deleteria.

E’ indispensabile che vi sia sempre acqua fresca a disposizione, offerta in un recipiente ampio e basso in cui la tartaruga possa entrare completamente e immergersi per bere.
 

Legislazione

E’ in appendice II CITES e in allegato B del Regolamento CE 2724/2000.