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Geochelone (Centrochelys) sulcata – Testuggine africana

ClassificazioneG. sulcata 37

Sottordine Cryptodira
Superfamiglia Testudinoidea
Famiglia Testudinidae
Genere Geochelone
Specie G. sulcata

Origine e habitat naturale

Questa tartaruga proviene dall’Africa sub sahariana: Etiopia, Eritrea, fino al Senegal e alla Mauritania. Abita le savane e le boscaglie di acacia, ambienti caldi e aridi, dove l’acqua è molto scarsa. Il suo metabolismo è ben adattato alla conservazione dell’acqua, che ricava per la massima parte dalla vegetazione di cui si alimenta. Durante i periodi più caldi scava profonde gallerie nel terreno per difendersi dalla calura e trovare un microhabitat con un livello di umidità superiore a quello dell’ambiente di superficie.

Descrizione

Dopo le tartarughe giganti delle Galapagos e delle Seychelles, G. sulcata è la più grande delle tartarughe di terra: può arrivare a oltre 75 cm di lunghezza e 50 kg di peso, anche se la lunghezza media degli adulti è di 45 cm. Il carapace ha una colorazione ocra, più scura al margine degli scuti. La pelle è color ocra. Gli arti sono protetti da scaglie molto pronunciate. A livello della faccia posteriore della regione femorale sono presenti due o più tubercoli ben evidenti. I neonati misurano 5-7,5 cm di lunghezza; la loro crescita è molto rapida e ad un anno di età arrivano a misurare 15-25 cm.

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Dimorfismo sessuale

I maschi sono più grossi delle femmine, hanno il piastrone più concavo e la coda è di dimensioni maggiori. Nel maschio gli scuti anali, nel piastrone, formano un angolo più ampio rispetto alla femmina. Come per tutte le tartarughe, la differenza tra i sessi si rende evidente solo al raggiungimento della maturità sessuale.

 MaschioMaschio

Femmina

Femmina

Mantenimento in cattività

Geochelone sulcata è una tartaruga che, sebbene robusta, non è adatta a tutti a causa delle dimensioni notevoli che raggiunge in poco tempo. Prima dell’acquisto è quindi indispensabile valutare la possibilità di alloggiarla in modo adeguato anche dopo qualche anno. G. sulcata richiede molto spazio: le dimensioni minime per un neonato sono di almeno 60 cm x 60 cm e per un adulto di 2,5 m x 2,5 m). Poiché è una tartaruga molto forte, richiede la costruzione di recinti particolarmente robusti, che altrimenti potrebbero essere facilmente divelti.

Sia i giovani che gli adulti devono essere preferibilmente allevati all’aperto, anziché in terrario o al chiuso, quando la stagione è favorevole. Per vivere bene questi rettili necessitano di molta luce diretta e calore costante, pertanto durante i periodi freddi è indispensabile fornire un ambiente protetto dalle intemperie e riscaldato. Non tollerano il freddo e l’umidità e non vanno in letargo.

In terrario è necessario predisporre delle lampade UVB. I raggi UVB sono indispensabili per la formazione di vitamina D, che serve ad assimilare il calcio presente nell’alimento; la fonte migliore di raggi UVB è rappresentata dalla luce solare diretta (non filtrata da vetro, plastica o plexiglas); nel terrario, in mancanza di luce solare, devono essere presenti lampade UVB per rettili, da sostituire regolarmente dopo 6-12 mesi di utilizzo.

Il terrario va riscaldato mediante lampade riscaldanti, che offrano un calore radiante simile a quello fornito dal sole; si deve creare un gradiente di temperatura che vada da 26°C nella zona più fresca ad un punto caldo di 30°C, direttamente sotto la fonte di calore. Durante la notte il calore va fornito con lampade che non emettono luce (ad esempio lampadine di ceramica o lampadine rosse o blu), per non disturbare il riposo notturno, e la temperatura può scendere a 21-26°C.

È sconsigliato l’utilizzo di terrari chiusi, simili a quelli da serpenti, perché non garantiscono un’adeguata aerazione. È preferibile usare terrari di tipo aperto, senza coperchio. Il substrato ideale è rappresentato da fieno, che può fungere anche da alimento, e che se ingerito non causa problemi di costipazione e ostruzione intestinale come può accadere con altri tipi di materiale quale terriccio, segatura, pellet di pannocchia e simili.

Deve essere sempre garantita la disponibilità di acqua lasciando a disposizione delle tartarughe un recipiente d’acqua basso ma sufficientemente ampio da permettere loro di immergersi completamente. La mancanza di un’adeguata fonte di acqua porta rapidamente a problemi renali e di disidratazione.

Alimentazione

Geochelone sulcata è una tartaruga strettamente erbivora, e richiede una dieta ad elevato contenuto di fibra come ad esempio erbe di campo, trifoglio, tarassaco ed erba medica; anche le pale dei fichi d’india, che consuma avidamente, sono adatti alla sua alimentazione. Se reperibili, le foglie di rovo, vite e gelso sono un’altra buona alternativa; inoltre si può sempre lasciare a disposizione fieno fresco e pulito. Ci si deve assicurare che tutti gli alimenti siano privi di pesticidi o altre sostanze tossiche. La frutta causa disturbi digestivi anche gravi e va evitata. Anche la somministrazione di proteine animali è dannosa, e causa una crescita deforme del carapace e danni renali.

La crescita è molto rapida, e richiede un notevole apporto di calcio sotto forma di integratori; un ottimo ed economico integratore è rappresentato dal calcio carbonato, in vendita nelle farmacie, da spolverare leggermente sull’alimento. Si può anche lasciare a disposizione dell’osso di seppia (costituito da calcio carbonato) che spesso questi rettili consumano volentieri. Gli integratori di calcio che contengono anche fosforo, invece, sono da evitare. Se l’esposizione alla luce solare diretta è sufficiente, non è necessario fornire vitamina D.

Problemi legati alla crescita distorta del carapace

G. sulcata 02Nelle G. sulcata allevate in cattività si osserva molto spesso un’alterazione dello sviluppo della corazza che, anziché mostrare una superficie a cupola, liscia e regolare, presenta gli scuti rialzati al centro come tante piramidi (da qui il termine di crescita piramidale). Questa malformazione nelle tartarughe terrestri è in genere attribuita ad errori alimentari (eccesso di proteine, soprattutto animali, carenze minerali) ma sembra che in G. sulcata la causa possa anche essere legata a un microhabitat troppo asciutto. Pur essendo originaria dei climi aridi, infatti, questa tartaruga nel suo ambiente naturale scava profonde gallerie in cui è presente un’umidità ambientale relativamente più elevata della superficie esterna. Per questo è importante che sia sempre a disposizione un contenitore d’acqua in cui possano immergersi.

Legislazione

G. sulcata è in appendice II CITES e in allegato B del Regolamento CE 2724/2000, pertanto può essere venduta solo se possiede i necessari documenti che ne attestino la provenienza legale.