Castelfranco V.to 0423-722094 | Casella d'Asolo 0423-950113

Herpesvirus delle tartarughe

L’herpesvirus delle tartarughe è un virus che può colpire tutte le specie di tartarughe, anche se interessa in prevalenza quelle del genere Testudo e alcune Geochelone.

L’infezione è presente in diversi paesi europei, tra cui Italia, Germania, Spagna, Francia, Svizzera, Regno Unito, nonché in Giappone, USA e Africa.

La via di trasmissione principale è per contatto diretto tra animali ammalati o portatori e animali sani. Probabimente è possibile anche la trasmissione tramite le uova, con i piccoli che nascono già portatori. Il virus può restare latente nell’animale infetto, senza causare sintomi, e che si manifesti in seguito a vari fattori stressanti (importazione, sovraffollamento, cambi di ambiente, ambiente inadeguato) che abbassano le difese immunitarie.

E’ probabile anche che condizioni di stress possano rendere l’animale più suscettibile a contrarre l’infezione se esposto al virus, per abbassamento delle difese immunitarie. Poiché l’infezione può rimanere latente, è difficile stabilire il tempo di incubazione, che potrebbe arrivare anche a diversi mesi.

Nelle tartarughe infette la malattia può avere un andamento altalenante, con periodi di latenza e di riacutizzazione.

Sintomi

I sintomi riguardano principalmente l’apparato respiratorio e possono comprendere: gonfiore delle palpebre, rinite (infezione delle vie nasali) con scolo sieroso o mucoso, stomatite (infezione della caivtà orale) necrotica con accumulo di materiale caseoso necrotico, dall’aspetto di placche giallastre, su lingua, palato e coane, faringite, dispnea (respiro difficoltoso) che si manifesta con estensione del collo e respirazione a bocca aperta, edema (gonfiore) della parte ventrale del collo, anoressia e dimagramento. La gravità dei sintomi è molto variabile e va da una lieve congiuntivite ad una grave infezione respiratoria e glossite (infezione della lingua) necrotica. Si possono osservare anche segni neurologici (movimenti incoordinati) per coinvolgimento del sistema nervoso centrale. Spesso l’infezione da herpesvirus è associata a quella da micoplasmi, microrganismi che colpiscono spesso l’apparato respiratorio delle tartarughe.

Grave stomatite (infezione della bocca) con placche giallastre di tessuto necrotico

Edema del collo e congiuntivite in una tartaruga con infezione da herpesvirus in forma molto grave

 

Diagnosi

Le lesioni da herpesvirus non sono specifiche e gli stessi sintomi possono essere causati da altri microrganismi (batterici o virali), tuttavia è molto sospetta  la presenza di un’infezione del cavo orale con  formazione di membrane giallastre adese alla mucosa (stomatite necrotica). Il virus colpisce anche trachea, polmoni e fegato: nei soggetti deceduti all’autopsia si possono osservare lesioni anche a carico di questi organi.

La diagnosi può essere confermata con vari esami di laboratorio. Il virus può essere rilevato tramite un tampone orale, mentre con un esame del sangue si possono ricercare gli anticorpi nei soggetti esposti al virus da almento quattro settimane. Nei soggetti morti si può identificare il virus con l’esame istologico dei tessuti.

Terapia e prevenzione

L’arrivo del virus in un gruppo di tartarughe è sempre un problema molto serio, sia  per i danni che causa sia perché l’intera collezione diventa portatrice. Appena si notano dei soggetti malati, in particolare se hanno scolo nasale, questi vanno immediatamente separati e isolati da quelli sani e fatti visitare. È importante far eseguire i test per verificare se la causa della malattia è l’herpesvirus.

I soggetti malati devono essere immediatamente isolati da quelli sani. La terapia consiste nelle cure di sostegno (reidratazione e alimentazione assistita tramite sonda gastrica). Si somministrano antibiotici per combattere le infezioni batteriche secondarie, anche se questi farmaci non sono efficaci contro i virus. È importante che la tartaruga sia ospitata in un terrario che offra le condizioni di temperatura e umidità ideali per la specie.

La terapia specifica consite nella somministrazione di antivirali tramite sonda gastrica (direttamente nello stomaco tramite un sondino introdotto nella bocca). Non si sa esattamente quanto questi farmaci siano efficaci ma non vi sono alternative.

Per le tartarughe in condizioni molto gravi e per quelle che non rispondono alla terapia è consigliato prendere in considerazione l’eutanasia.

I soggetti che superano la malattia restano portatori; devono essere tenuti isolati dai soggetti sani e non devono essere rimessi in natura per evitare che contagino altre tartarughe. Per verificare se una tartaruga, anche apparentemente sana, è infetta o portatrice, la si può sottoporre ad un test.

I nuovi soggetti prima di essere introdotti in un allevamento devono essere posti in quarantena per almeno tre mesi e preferibilmente sottoposti al test. Tuttavia, considerata la grande diffusione della malattia (anche in allevamenti che vendono tartarughe e in quelle di cattura importate, soprattutto Testudo horsfieldii, la tartaruga russa) è preferibile che un gruppo di tartarughe resti permanentemente isolato dal contatto con altri soggetti e si eviti l’introduzione di nuove tartarughe. È anche sconsigliato visitare altre collezioni di tartarughe o permettere ad altri allevatori di venire a contatto con i propri rettili. Anche se queste misure possono sembrare drastiche, occorre prendere ogni precauzione per impedire l’ingresso del virus nella propria collezione.