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Ovodeposizione cronica

Si parla di ovodeposizione cronica quando una femmina depone troppe uova rispetto alla media normale, con danni per la sua salute. Questa condizione interessa soprattutto calopsitte, cocorite e inseparabili. La produzione di uova diventa patologica quando la femmina depone diverse covate consecutive in assenza del maschio o fuori dalla stagione riproduttiva, oppure se depone un numero eccessivo di uova nella stessa covata.

L’ovodeposizione cronica ha forti conseguenze negative nella femmina. Poiché la formazione dell’uovo richiede una grande quantità di calcio, l’organismo dell’animale si impoverisce di questo elemento causando una grave malnutrizione con demineralizzazione dello scheletro, che può fratturarsi facilmente. Un’altra conseguenza è l’incapacità di espellere l’uovo (ritenzione) in quanto per contrarsi in modo efficace l’ovidotto del pappagallo richiede la presenza di calcio.

Se si nota che il pappagallo sta deponendo una quantità eccessiva di uova si possono prendere delle contromisure per far cessare il comportamento.

  • Non si devono asportare le uova altrimenti la femmina potrebbe continuare a deporre per tentare di formare una covata con un sufficiente numero di uova. In alterativa si possono utilizzare uova finte. Durante la cova la produzione di uova viene temporaneamente sospesa.
  • Si deve ridurre il fotoperiodo a sole otto ore di luce, in modo da indurrre l’organismo dell’uccello a credere che sia terminata la stagione riproduttiva. È però importante che il pappagallo sia spostato in una stanza perfettamente buia e silenziosa, dove non possa sentire le usuali attività della famiglia. Di solito sono sufficienti 3 settimane per interrompere il ciclo riproduttivo. Quando la femmina manifesta nuovamente l’intenzione di deporre e covare (dopo circa 4-6 settimane) si può ripetere la procedura.
  • Si devono eliminare tutti gli stimoli “sessuali” come la presenza di giocattoli con cui il pappagallo può cercare di accoppiarsi e non si deve lasciare un nido a disposizione. Si deve eliminare il nido durante il periodo in cui il pappagallo non sta deponendo; se l’animale depone le uova sul fondo della gabbia, si devono porre elementi di arredo in modo da ostacolare l’uso del punto di nidificazione. Si può spostare spesso la posizione della gabbia per rendere insicuro l’uccello e ridurre il senso di territorialità.
  • L’alimentazione non deve essere troppo ricca, in particolare non dovrebbe comprendere i semi e se possibile si dovrebbero utilizzare alimenti formulati di ottima qualità (pellet o estrusi). Va eliminata anche la frutta. Questo è giustificato dal fatto che anche la disponibilità di alimenti ricchi di grassi e zuccheri è uno stimolo all’inizio dell’attività riproduttiva.

Se il pappagallo mostra segni di malessere come debolezza e dimagramento va subito fatto visitare per iniziare una terapia con integratori di calcio. È importante anche che l’animale riceva una dieta corretta, non basata sui semi che sono molto poveri di calcio.

Nei casi gravi si può ricorrere alla somministrazione di ormoni che bloccano l’azione dell’ovaio in modo che non si formino più uova. L’azione dei farmaci però non sempre funziona, e può risultare inefficace se prima non sono state adottate le altre misure descritte.