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Proventricolite – Malattia dilatativa del proventricolo (PDD)

proventricoliteLa proventricolite è una malattia la cui causa non è ancora del tutto chiara, ma si ritiene che si tratti di un virus (probabilmente un paramyxovirus). Il metodo di trasmissione è probabilmente per inalazione o ingestione di materiale fecale, con eliminazione del virus attraverso le feci. Il periodo di incubazione va da un minimo di 6 settimane ad alcuni anni. La malattia colpisce il sistema nervoso centrale e periferico. In particolare, colpisce i gangli che innervano il proventricolo (lo stomaco ghiandolare), causandone l’atrofia, e da qui deriva la sintomatologia principale. Si sospetta che un pappagallo possa diventare portatore sano, diffondendo il virus ma senza ammalarsi.

La malattia può colpire tutte le specie di pappagalli, ma si osserva più spesso in amazzoni, ara, cinerini, cacatua e calopsitte. In un gruppo di pappagalli si osserva che solo alcuni sono colpiti, spesso a distanza di tempo gli uni dagli altri.

I sintomi principali riguardano l’apparato digerente: vomito e presenza di semi indigeriti nelle feci; l’incapacità di digerire adeguatamente il cibo porta a deperimento progressivo e infine alla morte. Il decorso della malattia varia secondo l’età, ed è tanto più breve quanto più giovane è il pappagallo; nei soggetti maturi può essere di alcuni anni.

La diagnosi può essere sospettata, oltre che per i sintomi, in base all’esame radiografico, che mostra una dilatazione del proventricolo. La conferma diagnostica nell’animale vivo è difficile, poiché la causa della malattia non è chiara e gli stessi sintomi possono essere causati anche da altre malattie. Negli uccelli morti l’esame istologico permette invece di evidenziare le caratteristiche alterazioni dei gangli nervosi e confermare la diagnosi.

Non esiste una terapia specifica. La somministrazione per lunghi periodi di alcuni tipi di antinfiammatori sembra migliorare la funzionalità dell’apparato digerente; si devono eliminare i semi dalla dieta e somministrare alimenti estrusi o pappe per lo svezzamento. Nei pappagalli gravemente colpiti è consigliabile effettuare l’eutanasia.