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Rogna del becco

La rogna del becco, detta rogna cnemidocoptica, è una malattia causata da un microscopico parassita, Cnemidocoptes pilae. Vive nella superficie della pelle e del becco, dove scava gallerie sotterranee. Sono colpiti soprattutto i pappagallini ondulati, più raramente altri pappagalli di piccola taglia e i canarini. Il parassita causa una proliferazione di cute e becco che assumono un aspetto caratteristico, rugoso e costellato di piccoli fori (le aperture delle gallerie). Le parti colpite sono rappresentate dal becco superiore (inizialmente alla base), dalla pelle intorno al becco, le palpebre e le zampe. Le lesioni continuano ad estendersi e aggravarsi, fino a volte a rendere impossibile aprire le palpebre. Il becco si deforma, si ispessisce e a volte si sfalda e cresce in modo eccessivo. Non è presente prurito. La malattia è contagiosa ma a volte non tutti i pappagallini a contatto sviluppano la malattia, o la sviluppano con uguale gravità. Si pensa che ciò dipenda dalla diversa reazione del sistema immunitario dei soggetti colpiti: alcuni risultano immuni o più resistenti.

Il parassita Cnemidocoptes pilae visto al microscopio

Tipiche lesioni da rogna sul becco, che appare costellato di piccoli punti

Lesioni avanzate, con interessamento della pelle della faccia

Lesioni da rogna sulle zampe

Deformazione del becco secondaria alla rogna

Rogna in un parrocchetto

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È necessario effettuare il trattamento, che è molto efficace, prima possibile per evitare deformazioni permanenti del becco causate dalla lesione al tessuto germinativo.

Il veterinario diagnostica facilmente la malattia in base all’aspetto caratteristico delle lesioni. Inoltre, dai raschiati della cute il parassita può essere facilmente identificato al microscopio.

La terapia consiste nell’applicazione sulla cute di un antiparassitario specifico, per almeno tre volte a intervalli di 2 settimane circa. A volte è necessario rifilare il becco per portarlo all’aspetto normale. Nei soggetti trattati tardivamente la correzione del becco va eseguita periodicamente per tutta la vita.

È opportuno trattare tutti i pappagallini a contatto, anche se non presentano lesioni, per evitare che il parassita possa ricontagiare i soggetti sensibili. Questo parassita non sopravvive fuori dall’ospite, pertanto non sono necessari trattamenti alla gabbia o all’ambiente.