{"id":13167,"date":"2025-02-22T20:30:48","date_gmt":"2025-02-22T19:30:48","guid":{"rendered":"https:\/\/avanzimorivet.it\/?page_id=13167"},"modified":"2025-02-22T20:30:48","modified_gmt":"2025-02-22T19:30:48","slug":"problemi-di-salute-dellaxolotl","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/anfibi\/problemi-di-salute-dellaxolotl\/","title":{"rendered":"Problemi di salute dell&#8217;axolotl"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:93.6%;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload aligncenter size-full wp-image-13169\" src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand.jpg\" alt=\"Axolotl \" width=\"1200\" height=\"667\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%271200%27%20height%3D%27667%27%20viewBox%3D%270%200%201200%20667%27%3E%3Crect%20width%3D%271200%27%20height%3D%27667%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-150x83.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-200x111.jpg 200w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-300x167.jpg 300w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-400x222.jpg 400w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-600x334.jpg 600w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-768x427.jpg 768w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-800x445.jpg 800w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand-1024x569.jpg 1024w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-sand.jpg 1200w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli axolotl sono animali relativamente robusti, ma possono facilmente andare incontro a stress e presentano vari problemi di salute. Molte patologie sono il risultato di condizioni di allevamento inadeguate, quindi \u00e8 molto importate valutare periodicamente la qualit\u00e0 dell\u2019acqua e curare molto la gestione dell\u2019acquario. I segni di malattia sono generalmente aspecifici e includono letargia, scarso appetito o anoressia, ascite (gonfiore del corpo), lesioni cutanee e oculari, degenerazione o riduzione delle branchie e galleggiamento anomalo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Problemi legati alla qualit\u00e0 dell&#8217;acqua<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tossicit\u00e0 da ammoniaca (sindrome della vasca nuova)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli axolotl espellendo ammoniaca come prodotto di rifiuto attraverso le branchie e il sistema urinario. L\u2019ammoniaca inoltre pu\u00f2 derivare dalla decomposizione nell&#8217;acquario delle proteine \u200b\u200bdell\u2019alimento non consumato. Un aumento dei valori di ammoniaca pu\u00f2 essere causato da danni al biofiltro o ai batteri nitrificanti, da un numero eccessivo di axolotl nella vasca, da una sovrabbondanza di alimento o da una vasca non sufficientemente matura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ammoniaca \u00e8 molto tossica e sono sufficienti livelli di appena 0,05 ppm per causare ispessimento ed emorragia delle lamelle branchiali, cosa che ostacola lo scambio di ossigeno. A 2 ppm possono verificarsi segni neurologici, danni agli organi interni e morte improvvisa. Nell\u2019acquario l&#8217;ammoniaca \u00e8 in equilibrio tra la forma non ionizzata estremamente tossica (NH<sub>3<\/sub>) e lo ione ammonio meno tossico (NH<sub>4<\/sub><sup>+<\/sup>). La somma delle due forme \u00e8 chiamata azoto ammoniacale totale (TAN). La proporzione di NH<sub>3<\/sub>\u00a0in soluzione aumenta con l&#8217;aumento del pH, l&#8217;aumento della temperatura e la diminuzione della salinit\u00e0.\u00a0I kit commerciali per il test della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua solitamente misurano il TAN e la determinazione dei livelli tossici di NH<sub>3<\/sub>\u00a0pu\u00f2 essere ottenuta utilizzando una tabella di conversione. Il trattamento per la tossicit\u00e0 dell&#8217;ammoniaca si effettua con cambi quotidiani del 25-50% di acqua, l&#8217;aggiunta di batteri nitrificanti all&#8217;acquario e la riduzione al minimo dell&#8217;alimentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tossicit\u00e0 da nitriti (malattia del sangue marrone)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso un aumento dell\u2019ammoniaca \u00e8 seguito da un aumento dei nitriti. Nel filtro alcune specie batteriche trasformano l\u2019ammoniaca in nitriti e altre specie i nitriti nei meno tossici nitrati (processo di nitrificazione). Queste specie batteriche sono meno aderenti al mezzo filtrante, quindi una pulizia troppo energica del filtro pu\u00f2 causare aumenti dei nitriti anche senza un aumento di ammoniaca. I nitriti ossidano l&#8217;emoglobina in metaemoglobina, che non pu\u00f2 trasportare ossigeno e fa apparire il sangue di colore marrone. Un trattamento valido consiste nell\u2019aumentare la salinit\u00e0 fino a 2 mg\/L, in quanto il sale inibisce in modo competitivo l&#8217;assorbimento di nitriti da parte delle branchie. Un trattamento con bagni di blu di aiuta a invertire la formazione di metaemoglobina. Si pu\u00f2 aumentare l\u2019ossigenazione della vasca con una pietra porosa (una piccola pietra, o un cilindro, di materiale poroso, collegati a un tubo dell&#8217;aria di un aeratore, che rilasciano bolle d&#8217;aria nell&#8217;acqua dell&#8217;acquario, aumentando l&#8217;ossigenazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tossicit\u00e0 da nitrati (sindrome della vasca vecchia)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nitriti vengono convertiti dai batteri nitrificanti in nitrati. I nitrati vengono rimossi dal sistema dell&#8217;acquario tramite cambi d&#8217;acqua e tramite l&#8217;assorbimento da parte delle (eventuali) piante che lo utilizzano come sostanza nutritiva. Livelli di nitrato &gt;50 ppm indicano una cattiva gestione cronica e possono causare negli axolotl esoftalmo (occhi sporgenti) e opacit\u00e0 della cornea. Livelli di nitrati estremamente elevati corrispondono a un crollo del pH, poich\u00e9 l&#8217;acqua ricca di nitrati perde la sua capacit\u00e0 tampone (diminuzione del KH) mentre i rifiuti in decomposizione nell&#8217;acquario contribuiscono al problema con la formazione di ioni idrogeno. Per correggere il problema si devono effettuare piccoli cambi d&#8217;acqua giornalieri, fino al 25%,per aumentare lentamente il pH e ripristinare la capacit\u00e0 tampone dell&#8217;acquario. La sindrome della vasca vecchia \u00e8 prevenibile tramite test di routine della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua e una buona manutenzione dell&#8217;acquario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Tossicit\u00e0 da cloro o clorammine<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cloro e clorammine sono disinfettanti chimici comunemente aggiunti all\u2019acqua di acquedotto a 0,5-2,0 mg\/L. Mentre i livelli di questi composti sono sicuri per il consumo umano, livelli superiori a 0,02 mg\/L risultano tossici negli anfibi. I prodotti decloruranti disponibili in commercio per i pesci sono sicuri per l&#8217;uso negli acquari degli axolotl. La tossicosi si verifica quando i prodotti decloruranti non vengono aggiunti all&#8217;acqua del rubinetto prima dei cambi d&#8217;acqua, o quando l\u2019acqua non viene lasciata riposare prima dell\u2019utilizzo. I segni clinici includono eritema (arrossamento) della pelle, danni e necrosi del tessuto branchiale, segni neurologici, difficolt\u00e0 a mantenere la galleggiabilit\u00e0 o morte improvvisa senza segni clinici. Una volta che si verificano i segni clinici, la prognosi \u00e8 sfavorevole. Il cloro pu\u00f2 essere neutralizzato con l&#8217;aggiunta di tiosolfato di sodio. Questa reazione consuma l&#8217;ossigeno disciolto e abbassa il pH, pertanto \u00e8 necessaria anche aumentare l&#8217;aerazione con una pietra porosa e tamponare l&#8217;acqua con bicarbonato di sodio.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Ipertermia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come tutti gli anfibi, gli axolotl sono animali poichilotermi, comunemente detti &#8220;a sangue freddo&#8221;, vale a dire che la loro temperatura corporea varia in base alla temperatura dell&#8217;ambiente esterno. In pratica, non sono in grado di regolare autonomamente la loro temperatura interna, pertanto sono molto sensibili ai cambiamenti della temperatura ambientale. Se la temperatura dell\u2019acqua aumenta, sale anche la loro temperatura corporea portando a ipertermia. I segni clinici di ipertermia si osservano se gli axolotl vengono tenuti per periodi prolungati a temperature superiori a 24 \u00b0C e comprendono inappetenza, ascite e galleggiamento anomalo. La temperatura dell&#8217;acqua deve essere ridotta lentamente fino a quando non torna alla norma. In alcuni soggetti si rende necessaria una terapia antibiotica per prevenire infezioni batteriche secondarie. Un altro problema legato alla temperatura eccessiva dell\u2019acqua \u00e8 dovuto al fatto che il rialzo termico favorisce la trasformazione dell\u2019ammoniaca nella forma pi\u00f9 tossica, non ionizzata. In tal caso \u00e8 necessaria anche la gestione della sindrome della vasca nuova. L&#8217;ipertermia si previene mantenendo la temperatura dell&#8217;acqua dell&#8217;acquario degli axolotl con un refrigeratore d&#8217;acqua controllato da un termostato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload aligncenter size-full wp-image-13171\" src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6.jpg\" alt=\"axolotl malattie\" width=\"1200\" height=\"533\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%271200%27%20height%3D%27533%27%20viewBox%3D%270%200%201200%20533%27%3E%3Crect%20width%3D%271200%27%20height%3D%27533%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-150x67.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-200x89.jpg 200w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-300x133.jpg 300w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-400x178.jpg 400w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-600x267.jpg 600w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-768x341.jpg 768w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-800x355.jpg 800w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6-1024x455.jpg 1024w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-6.jpg 1200w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Malattie infettive<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Infezioni batteriche<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le infezioni batteriche degli axolotl sono spesso secondarie a errori di gestione, in particolare della qualit\u00e0 dell&#8217;acqua, che portano a stress cronico e immunosoppressione. Pertanto parte importante del trattamento consiste nel correggere la gestione, in caso contrario la terapia sarebbe inutile. I batteri inoltre possono arrivare nella vasca se si somministrano alimenti contaminati o si introducono altri axolotl portatori, senza un periodo di quarantena adeguato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle fasi iniziali delle infezioni batteriche i segni clinici possono includere dermatite (infiammazione della pelle), inappetenza e letargia. La malattia procede poi verso la setticemia, vale a dire la diffusione dei batteri con il circolo ematico a tutti gli organi. In tal caso si osserva idroceloma: un accumulo di liquido nella cavit\u00e0 corporea che appare ingrossata. La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici per iniezione. Pu\u00f2 essere di aiuto mantenere l\u2019animale a una temperatura di 5-15 \u00b0C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli agenti infettivi che possono colpire gli axolotl vi sono i micobatteri. La micobatteriosi presenta gli stessi sintomi delle infezioni batteriche ma non pu\u00f2 essere curata, e rappresenta un pericolo per i proprietari perch\u00e9 pu\u00f2 essere contagiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Infezioni fungine<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come le infezioni batteriche, le infezioni fungine possono essere secondarie a una cattiva gestione e a stress cronico e immunosoppressione. Le infezioni fungine pi\u00f9 comuni degli axolotl sono causate da\u00a0<em>Saprolegnia<\/em>\u00a0spp., una muffa acquatica onnipresente che causa chiazze bianche o grigie simili a cotone in aree di preesistenti danni alla pelle o alle branchie. Affrontare la causa sottostante \u00e8 solitamente curativo, ma per le infezioni pi\u00f9 gravi pu\u00f2 essere indicato il trattamento con bagni di sale o con un antifungino. Negli axolotl sono state segnalate infezioni da\u00a0<em>Batrachochytrium dendrobatidis<\/em>\u00a0(chitridiomicosi). I segni clinici possono includere eritema, aumento del ricambio cutaneo o perdita della pelle, o morte improvvisa senza precedenti segni clinici. Si sono dimostrati efficaci bagni quotidiani con un farmaco antifungino. La prevenzione si basa su misure adeguate di quarantena e di igiene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Infezioni parassitarie<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli axolotl alimentati con pesce vivo hanno un rischio maggiore di contrarre parassiti gastrointestinali. I parassiti pi\u00f9 comuni includono il protozoo flagellato\u00a0<em>Hexamita<\/em>\u00a0e <em>Opalina<\/em>\u00a0<em>ciliata<\/em>, entrambi diagnosticabili tramite un esame delle feci e curabili con un farmaco per bocca.\u00a0I parassiti esterni pi\u00f9 comuni includono\u00a0<em>Trichodina<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Ichthyobodo<\/em>\u00a0e possono essere diagnosticati tramite raschiati della pelle osservati al microscopio. Il trattamento si effettua con bagni di sale.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Corpi estranei gastrointestinali<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli axolotl ospitati su materiali di substrato pi\u00f9 piccoli della larghezza della bocca come ghiaia, piccole pietre o biglie di vetro per acquari sono a rischio di ostruzione gastrointestinale dovuta all&#8217;ingestione di corpi estranei. Il materiale estraneo pi\u00f9 piccolo pu\u00f2 essere rigurgitato. I corpi estranei pi\u00f9 grandi o l&#8217;ingestione di pi\u00f9 oggetti possono richiedere la rimozione manuale in anestesia generale, tramite una pinza introdotta nello stomaco. Se il corpo estraneo prosegue nell\u2019intestino \u00e8 necessario un intervento chirurgico per estrarlo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Traumi<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">In condizioni di sovraffollamento, o in presenza di animali di diverse dimensioni o durante la stagione riproduttiva gli axolotl possono aggredirsi e ferirsi. Le ferite pi\u00f9 piccole vanno disinfettate (senza utilizzare prodotti a base di iodio!) e lasciate guarire spontaneamente. Le ferite pi\u00f9 grandi che interessano la coda, gli arti o le dita possono richiedere l&#8217;amputazione. In questi casi, la ferita non viene suturata perch\u00e9 la sutura pu\u00f2 inibire la rigenerazione del tessuto perso.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong>Tumori<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tumori cutanei negli axolotl sono piuttosto rari e sono generalmente tipicamente benigni. Si esegue l\u2019asportazione dei tumori cutanei se interferiscono con la normale mobilit\u00e0 o mettono il paziente a rischio di lesioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload aligncenter size-full wp-image-13172\" src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-7.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-7.jpg\" alt=\"axolotl malattie\" width=\"1200\" height=\"738\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%271200%27%20height%3D%27738%27%20viewBox%3D%270%200%201200%20738%27%3E%3Crect%20width%3D%271200%27%20height%3D%27738%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-7-150x92.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-7-200x123.jpg 200w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/axolotl-7-300x185.jpg 300w, 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