{"id":2800,"date":"2015-03-02T22:39:36","date_gmt":"2015-03-02T21:39:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avanzimorivet.it\/?page_id=2800"},"modified":"2024-12-22T23:59:43","modified_gmt":"2024-12-22T22:59:43","slug":"encephalitozoonosi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/coniglio-schede\/encephalitozoonosi\/","title":{"rendered":"Encephalitozoonosi"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:93.6%;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignnone size-full wp-image-11972\" src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon.jpg\" alt=\"encephalitozoon\" width=\"2300\" height=\"1174\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%272300%27%20height%3D%271174%27%20viewBox%3D%270%200%202300%201174%27%3E%3Crect%20width%3D%272300%27%20height%3D%271174%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-150x77.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-200x102.jpg 200w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-300x153.jpg 300w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-400x204.jpg 400w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-600x306.jpg 600w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-768x392.jpg 768w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-800x408.jpg 800w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-1024x523.jpg 1024w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-1200x613.jpg 1200w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon-1536x784.jpg 1536w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/encephalitozoon.jpg 2300w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 2300px) 100vw, 2300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;encephalitozoonosi \u00e8 una malattia del coniglio causata da <em>Encephalitozoon cuniculi, <\/em>un microscopico parassita appartenente alla famiglia dei Microsporidi. E\u2019 costituito da una sola cellula, e vive all\u2019interno delle cellule degli animali che infesta. Colpisce in modo prevalente il coniglio, ma occasionalmente anche altre specie. L\u2019infezione \u00e8 stata infatti segnalata in uccelli, topo, cavia, criceto, cane, gatto scimmie e uomo, tuttavia raramente si manifesta in forma grave nelle specie diverse dal coniglio. L\u2019infezione \u00e8 invece molto seria nelle persone affette da AIDS, a causa della grave compromissione del loro sistema immunitario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b><br \/>\nTrasmissione<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;infezione avviene per via orale, prevalentemente con l&#8217;ingestione di cibo contaminato da urine infette. Il parassita si replica all&#8217;interno delle cellule, che al termine del ciclo riproduttivo si rompono, stimolando una reazione infiammatoria. Gli organi colpiti sono principalmente i reni e il cervello, e talvolta il fegato e il cuore. Il feto pu\u00f2 essere infettato durante la gravidanza; in questo caso il parassita pu\u00f2 invadere il cristallino dell&#8217;occhio del feto, e di conseguenza dopo la nascita si verifica un&#8217;infiammazione dell&#8217;iride e una cataratta (che consiste in un opacamento del cristallino, la lente trasparente dell&#8217;occhio).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">3-4 settimane dopo il contagio si trovano in circolo anticorpi prodotti dall&#8217;organismo del coniglio contro il parassita, mentre le spore (la forma di diffusione del parassita) si rinvengono nelle urine a partire da 4 settimane dopo l&#8217;infezione per un periodo di due mesi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I conigli infetti eliminano il parassita con le urine, che sono la fonte dell&#8217;infezione per gli altri animali. Altre forme di trasmissione sono presumibilmente legate all&#8217;infestazione di parassiti interni ed esterni. Per i conigli giovani la fonte di infezione pi\u00f9 probabile \u00e8 costituita dall&#8217;urina della madre infetta. Un coniglio da compagnia alloggiato in casa, senza contatti con altri animali, ha poche probabilit\u00e0 di infettarsi. Il coniglio pu\u00f2 contrarre la malattia non solo dai compagni di gabbia, ma anche da roditori o conigli selvatici.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cessata la produzione di spore, il coniglio non \u00e8 pi\u00f9 infettante, ossia non \u00e8 pi\u00f9 in grado di trasmettere la malattia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E&#8217; improbabile che un coniglio adulto sano sia contagioso (vale a dire, che elimini il parassita con le urine). I conigli sotto i quattro mesi di et\u00e0 possono invece aver contratto il parassita dalla madre e quindi possono essere eliminatori di spore con le urine, anche in assenza di segni clinici evidenti. Pertanto \u00e8 una buona norma di profilassi tenere isolati i coniglietti appena acquistati da eventuali altri conigli presenti in casa, finch\u00e8 non hanno raggiunto i 5 mesi di et\u00e0.<\/p>\n<p><b><br \/>\nSegni clinici<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I segni clinici causati da <i>E. cuniculi<\/i> possono variare da infezioni del tutto asintomatiche (il coniglio ospita il parassita ma questo non gli provoca alcun sintomo), allo sviluppo di sintomi gravissimi, fino alla morte. I segni clinici sono, per la maggior parte, causati dalle lesioni cerebrali e renali, meno spesso da quelle epatiche, cardiache e del cristallino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le lesioni possono localizzarsi in qualunque area del cervello e secondo l&#8217;area colpita si avranno diversi sintomi: morte improvvisa, convulsioni, incoordinazione, torcicollo, paresi o paralisi, sordit\u00e0.<br \/>\nSintomi pi\u00f9 lievi sono rappresentati da movimenti anormali dei globi oculari (nistagmo) o lievi oscillazioni del corpo quando l&#8217;animale \u00e8 a riposo. Talvolta il coniglio manifesta alterazioni del comportamento. Il sintomo pi\u00f9 comune \u00e8 rappresentato da lesioni di tipo vestibolare (correlate al centro dell&#8217;equilibrio) che vanno da una semplice inclinazione della testa (&#8220;torcicollo&#8221;), all&#8217;incapacit\u00e0 di restare in piedi e al rotolamento da un lato.<\/p>\n<div id=\"attachment_5693\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5693\" class=\"lazyload size-full wp-image-5693\" src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27800%27%20height%3D%27600%27%20viewBox%3D%270%200%20800%20600%27%3E%3Crect%20width%3D%27800%27%20height%3D%27600%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6-150x113.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6-300x225.jpg 300w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6-500x375.jpg 500w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6-732x549.jpg 732w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6-768x576.jpg 768w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pasteurellosi-coniglio-6.jpg 800w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><p id=\"caption-attachment-5693\" class=\"wp-caption-text\">Sindrome vestibolare: il coniglio tiene la testa piegata di lato (&#8220;torcicollo&#8221;)<\/p><\/div>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sintomi di questo tipo non sono tuttavia specifici, vale a dire non compaiono solo nell&#8217;encefalitozoonosi, ma possono essere causati da altre malattie, prima di tutte le infezioni dell&#8217;orecchio interno (otite interna) ma anche la pasteurellosi (infezione batterica da <i>Pasterurella multocida<\/i>), toxoplasmosi (infezione parassitaria da <i>Toxoplasma gondii<\/i>), tumori cerebrali, traumi. I segni renali sono rappresentati da poliuria (aumento della quantit\u00e0 di urina) e polidipsia (aumento della sete), anche questi non specifici di encefalitozoonosi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La diagnosi definitiva non pu\u00f2 essere eseguita nell&#8217;animale in vita, e pu\u00f2 essere solo ottenuta con l&#8217;autopsia ed esami di laboratorio (coltura, esame istologico del tessuto cerebrale o renale).<\/p>\n<p><b><br \/>\nDiagnosi<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Come gi\u00e0 detto nell&#8217;animale in vita di solito non \u00e8 possibile distinguere tra le varie cause di lesioni cerebrali, anche se i segni neurologici possono essere suggestivi delle diverse forme. E&#8217; possibile eseguire, da un prelievo di sangue, un test di laboratorio specifico per l&#8217;encefalitozoonosi, tramite la misurazione degli anticorpi prodotti dal coniglio contro il parassita. Tuttavia la rilevazione di tali anticorpi, anche se suggestiva, non rappresenta una diagnosi di certezza. La presenza di anticorpi indica infatti che c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;esposizione al parassita, ma non necessariamente che \u00e8 questo a provocare i sintomi osservati, che possono essere in teoria dovuti ad altre patologie. Inoltre \u00e8 dimostrato sperimentalmente che non c&#8217;\u00e8 una relazione diretta tra la presenza di anticorpi e la presenza del parassita nel tessuto cerebrale, e neppure una relazione diretta tra la quantit\u00e0 di anticorpi (il titolo anticorpale) e la quantit\u00e0 di parassiti presenti. Uno studio condotto negli Stati Uniti ha dimostrato la presenza di anticorpi contro <i>E. cuniculi<\/i> nell&#8217;80% dei conigli da compagnia normali. Questi elementi rendono il test di limitata utilit\u00e0 nel coniglio da compagnia. L&#8217;utilit\u00e0 del test \u00e8 invece indubbia se il risultato \u00e8 negativo, perch\u00e9 permette di escludere dalla lista delle diagnosi differenziali l&#8217;encefalitozoonosi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli animali infetti eliminano il parassita per via renale, quindi un esame delle urine pu\u00f2 permettere talvolta di fare diagnosi di encefalitozoonosi. Un esame negativo non permette di escludere la malattia, perch\u00e9 l&#8217;escrezione non avviene in modo continuo, mentre il rinvenimento del parassita costituisce una diagnosi certa.<\/p>\n<p><b><br \/>\nTerapia<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La possibilit\u00e0 di miglioramento o guarigione \u00e8 molto variabile. I casi lievi hanno buone possibilit\u00e0 di guarire completamente; la prognosi \u00e8 tanto pi\u00f9 sfavorevole quanto pi\u00f9 gravi sono i sintomi nervosi. Alcuni casi regrediscono spontaneamente senza trattamento, forse per la risposta immunitaria del coniglio. Le lesioni renali regrediscono con il trattamento senza lasciare conseguenze.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dal momento che non \u00e8 possibile differenziare con certezza se i sintomi nervosi sono dovuti all&#8217;encefalitozoonosi o alla pasterurellosi, alcuni veterinari consigliano di iniziare il trattamento di entrambe le malattie (in attesa eventualmente dei risultati dell&#8217;esame sierologico o di altri test), procedendo con la somministrazione sia di antibiotici che di antiparassitari. L&#8217;utilizzo di farmaci antinfiammatori, per attenuare i sintomi nervosi, \u00e8 controverso, e deve comunque essere limitato ad una sola somministrazione all&#8217;inizio della terapia. Per ora tuttavia mancano dati certi sull&#8217;efficacia di antiparassitari, quali l&#8217;albendazolo o il fenbendazolo, sul parassita; inoltre il dosaggio di questi farmaci \u00e8 empirico e non sostenuto da test clinici; non ci sono comunque, di norma, effetti collaterali dannosi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pu\u00f2 essere di aiuto anche la somministrazione di farmaci sedativi quali le benzodiazepine o di farmaci contro la cinetosi (il mal di macchina).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nelle prime fasi della malattia, quando il coniglio \u00e8 incoordinato e tende a rotolare al minimo tentativo di muoversi, pu\u00f2 essere utile confinare l&#8217;animale in una gabbia imbottita con un panno morbido (invece paglia, ghiaino per gatti, e simili materiali devono essere evitati perch\u00e9 possono causare lesioni agli occhi). Dal momento che il cervello ha grandi capacit\u00e0 di compensare le lesioni vestibolari, appena possibile occorre incoraggiare il coniglio a muoversi e a fare attivit\u00e0. L&#8217;immobilizzazione prolungata ostacola il recupero funzionale, e quindi \u00e8 sconsigliata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;appetito viene considerato un valido indicatore della prognosi: i conigli che continuano ad alimentarsi, seppure con qualche aiuto da parte del proprietario, solitamente guariscono. Quelli che rifiutano il cibo difficilmente superano la malattia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I sintomi possono regredire completamente, oppure pu\u00f2 permanere una deviazione della testa da un lato (il cosiddetto &#8220;torcicollo&#8221;) pi\u00f9 o meno pronunciato. Nonostante il torcicollo, il coniglio \u00e8 di solito in grado di condurre una vita pressoch\u00e9 normale e felice, e non va quindi presa in considerazione l&#8217;eutanasia solo per la presenza di questo sintomo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se un coniglio ha una sospetta infezione da <i>E. cuniculi<\/i>, i conigli che sono stati in contatto con lui possono essere trattati preventivamente con farmaci attivi contro il parassita, quali albendazolo o fenbendazolo, che hanno dimostrato sperimentalmente di prevenire la malattia in conigli appositamente infettati.<\/p>\n<p><b><br \/>\nDisinfezione<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ogni materiale che \u00e8 venuto a contatto con l&#8217;urina andrebbe preferibilmente eliminato o distrutto, in quanto non ci sono studi sull&#8217;efficacia dei vari disinfettanti nei confronti di <i>E. cuniculi<\/i>. In alternativa si possono utilizzare i disinfettanti a base di fenoli o una soluzione concentrata di varechina, entrambi da risciacquare con cura.<\/p>\n<p><b><br \/>\nPunti chiave<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">La reale incidenza dell&#8217;encefalitozoonosi nei conigli da compagnia in Italia \u00e8 sconosciuta, cos\u00ec come permangono ancora molti punti oscuri sulla conoscenza della malattia in questa specie.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">La malattia \u00e8 una potenziale zoonosi, ma rappresenta un rischio significativo solo per individui con gravi compromissioni del sistema immunitario<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;infezione si verifica con l&#8217;ingestione delle spore del parassita<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">La fonte di contagio principale \u00e8 l&#8217;urina emessa dai conigli infetti<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">La presenza di un&#8217;infezione non significa necessariamente la comparsa di segni clinici<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non esiste una diagnosi certa della malattia nel coniglio vivo<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il test sierologico, che valuta la presenza di anticorpi, \u00e8 di significato incerto<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Molte altre malattie causano segni clinici simili all&#8217;encefalitozoonosi<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Non si conosce la reale efficacia della terapia<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">In seguito alla malattia pu\u00f2 verificare la guarigione completa, o miglioramenti di grado variabile, o la morte<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"JUSTIFY\">In conclusione, \u00e8 piuttosto improbabile che un coniglio di pi\u00f9 di quattro mesi di et\u00e0 che vive in appartamento, isolato da altri animali, possa contrarre un&#8217;infezione da <i>E. cuniculi<\/i>. In caso di &#8220;torcicollo&#8221;, l&#8217;encefalitozoonosi in questo caso non \u00e8 sicuramente ai primi posti nella lista delle diagnosi differenziali.<\/p>\n<div class=\"dc\"><\/div>\n<p><img id=\"hzDownscaled\" style=\"position: absolute; top: -10000px;\" \/><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":2905,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2800","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Encephalitozoonosi -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/coniglio-schede\/encephalitozoonosi\/\" 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