{"id":4488,"date":"2017-10-26T22:27:38","date_gmt":"2017-10-26T21:27:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avanzimorivet.it\/?page_id=4488"},"modified":"2025-01-26T17:58:19","modified_gmt":"2025-01-26T16:58:19","slug":"il-letargo-delle-tartarughe","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/il-letargo-delle-tartarughe\/","title":{"rendered":"Il letargo delle tartarughe"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:93.6%;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload alignright size-full wp-image-4492\" src=\"https:\/\/www.avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/T.-hermanni-59.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/www.avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/T.-hermanni-59.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"244\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27350%27%20height%3D%27244%27%20viewBox%3D%270%200%20350%20244%27%3E%3Crect%20width%3D%27350%27%20height%3D%27244%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/T.-hermanni-59-150x105.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/T.-hermanni-59-300x209.jpg 300w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/T.-hermanni-59.jpg 350w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Il letargo \u00e8 un periodo di forte rallentamento del metabolismo che serve ai rettili dei climi temperati per superare il freddo invernale. I rettili, comprese le tartarughe, dipendono strettamente dal calore del sole per attivare tutti i processi metabolici (tra cui digestione, riproduzione, sistema immunitario, attivit\u00e0 cardiaca ecc.). Durante l\u2019inverno non potrebbero quindi \u201cfunzionare\u201d e finirebbero per morire d\u2019inedia o congelarsi. All&#8217;avvicinarsi della stagione fredda le tartarughe scavano un rifugio sotterraneo o, nel caso delle specie d\u2019acqua dolce, si adagiano sul fondo del laghetto, in modo da proteggersi dal gelo. Rallentano al massimo il metabolismo, restando in uno stato di animazione sospesa in cui il consumo delle riserve corporee \u00e8 estremamente rallentato. Con il tepore della primavera le tartarughe si \u201crimettono in moto\u201d ed escono dalle tane o emergono dall&#8217;acqua, pronte a ricominciare le loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tartarughe percepiscono che si avvicina il letargo dalla diminuzione delle ore di luce diurna, in autunno, ma il momento vero e proprio in cui si interrano dipende dalla temperatura esterna. Le alterazioni del clima (es. un autunno molto caldo o alternarsi di periodi caldi e freddi negli ultimi mesi dell\u2019anno) \u201cconfondono\u201d il rettile, che pu\u00f2 entrare e uscire dal letargo, a detrimento della sua salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tartarughe dei climi tropicali o desertici non vanno in letargo: lasciate all&#8217;aperto d\u2019inverno morirebbero. Specie come <a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/geochelone-centrochelys-sulcata-testuggine-africana\/\"><em>Centrochelys sulcata<\/em><\/a> o <a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/geochelone-pardalis-testuggine-leopardo\/\"><em>Geochelone pardalis<\/em><\/a> vanno fatte svernare in locali riscaldati o in ampi terrari. Le tartarughe terrestri che vanno in letargo sono le nostre testuggini mediterranee: <em><a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/testudo-hermanni-testuggine-di-hermann\/\">Testudo hermanni<\/a>, <a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/testudo-marginata-testuggine-marginata\/\">T. marginata<\/a><\/em> e <a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/testudo-graeca-testuggine-greca\/\"><em>T. graeca<\/em><\/a>.\u00a0 Attenzione per\u00f2 che gli esemplari <em>di T. graeca<\/em> che provengono dal Nord Africa non sono adattate ai nostri climi e devono svernare al caldo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/testudo-horsfieldii-tartaruga-russa\/\"><em>Testudo horsfieldii<\/em><\/a>, la tartaruga russa, assomiglia alle testuggini mediterranee ma proviene da climi molto diversi dai nostri: sopporta bene il freddo asciutto ma non quello umido e se lasciata all&#8217;aperto d\u2019inverno potrebbe non sopravvivere al clima dell\u2019Italia del nord. Va fatta svernare in un locale riparato, a 5\u00b0C.<\/p>\n<div id=\"attachment_4491\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4491\" class=\"lazyload size-full wp-image-4491\" src=\"https:\/\/www.avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.-horsfieldi-45.jpg\" data-orig-src=\"https:\/\/www.avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.-horsfieldi-45.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"338\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27450%27%20height%3D%27338%27%20viewBox%3D%270%200%20450%20338%27%3E%3Crect%20width%3D%27450%27%20height%3D%27338%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-srcset=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.-horsfieldi-45-150x113.jpg 150w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.-horsfieldi-45-300x225.jpg 300w, https:\/\/avanzimorivet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.-horsfieldi-45.jpg 450w\" data-sizes=\"auto\" data-orig-sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><p id=\"caption-attachment-4491\" class=\"wp-caption-text\"><em>Testudo horsfieldii<\/em>, la tartaruga russa.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dubbio, se non siamo sicuri della specie o della provenienza della nostra tartaruga, ci dovremo rivolgere ad un erpetologo o a un veterinario esperto in rettili per una identificazione sicura e dei consigli specifici. Le tartarughe d\u2019acqua dolce (<a href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/trachemys-scripta\/\"><em>Trachemys<\/em> spp<\/a>.) hanno un letargo facoltativo: non ne hanno bisogno e se tenute in casa restano sveglie tutto l\u2019anno mentre se lasciate all&#8217;aperto vanno in letargo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tartarughe si preparano al letargo mangiando abbondantemente durante la bella stagione, in modo da accumulare riserve di grasso che permetteranno il sostentamento durante il sonno invernale. \u00c8 importante che prima del letargo siano in condizioni fisiche ottimali, ben nutrite e sane; tartarughe emaciate, malate, parassitate o ferite difficilmente riescono a superare il periodo invernale, oppure si svegliano cos\u00ec debilitate da non riprendersi pi\u00f9. Per questo motivo \u00e8 importante controllare con cura le condizioni generali del rettile verso l\u2019autunno. Ancora meglio sarebbe far fare una visita di controllo presso un veterinario esperto in rettili, per verificare lo stato di salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tartarughe terrestri dovrebbero vivere all\u2019aperto, in un terreno ampio e parzialmente soleggiato. In queste condizioni esse scelgono istintivamente la zona pi\u00f9 adatta in cui interrarsi per il sonno invernale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La temperatura ideale per il letargo \u00e8 di 4-5\u00b0C; il range di sicurezza \u00e8 di 3-7\u00b0C. Se la temperatura raggiunge o supera i 10\u00b0C il metabolismo non \u00e8 abbastanza rallentato e la tartaruga consuma le riserve corporee troppo in fretta. A temperature vicine o sotto 0\u00b0C il gelo danneggia i tessuti, con possibili lesioni o la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il letargo svolto in condizioni naturali comporta quindi molti rischi legati alle variabilissime condizioni meteorologiche. Nelle zone pi\u00f9 a nord dell\u2019Italia, in particolare, il rischio di congelamento \u00e8 molto elevato. Per offrire un riparo ulteriore si pu\u00f2 ricoprire il punto in cui la tartaruga si \u00e8 interrata con un mucchio di foglie secche o paglia e porvi sopra un telo impermeabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un pericolo insidioso \u00e8 rappresentato da topi e ratti, che possono letteralmente divorare il rettile addormentato. Se la zona \u00e8 infestata da roditori, \u00e8 pi\u00f9 prudente far fare alla tartaruga un letargo al chiuso, in una stanza fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo consigliato per far svernare le tartarughe in condizioni artificiali consiste nel utilizzare due contenitori, uno posto dentro l\u2019altro. Il contenitore pi\u00f9 interno deve essere di dimensioni di poco superiori a quelle della tartaruga. Pu\u00f2 essere rappresentato da una scatola di cartone o di polistirolo con delle piccole aperture per il passaggio dell&#8217;aria, che viene riempito con del materiale isolante quale paglia, foglie secche o pezzi di giornale. Questo contenitore viene posto dentro uno pi\u00f9 grande, e lo spazio tra i due viene riempito con altro materiale isolante. In questo modo se la tartaruga compie dei movimenti, resta sempre nel primo contenitore, al centro di un ambiente isolato, e non rischia di avvicinarsi alle pareti dove la temperatura pu\u00f2 essere troppo fredda.\u00a0La stanza in cui si pongono i due contenitori (una cantina o un garage) deve avere temperatura che per tutto il periodo invernale non superi i 10\u00b0C e non scenda mai sotto lo zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 possibile ibernare le tartarughe in un ambiente controllato utilizzando dei frigoriferi: in questo modo \u00e8 assicurata una temperatura costante. Periodicamente occorre garantire un ricambio d\u2019aria, perch\u00e9 non si crei una carenza di ossigeno. Questo potrebbe essere il metodo pi\u00f9 sicuro per far ibernare le giovani tartarughe nel primo anno di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tartarughe d\u2019acqua dolce tenute in un laghetto fanno il letargo sott\u2019acqua. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga in condizioni di sicurezza la profondit\u00e0 dell\u2019acqua deve essere di almeno un metro, in modo che sul fondo l\u2019acqua non ghiacci mai. Se in superficie si forma una lastra di ghiaccio \u00e8 opportuno romperla dopo qualche giorno, per permettere all\u2019acqua di ossigenarsi. Le tartarughe immerse sono in fatti in grado di sfruttare l\u2019ossigeno anche senza respirazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrontare il letargo \u00e8 indispensabile per il benessere a lungo termine delle tartarughe mediterranee e il corretto funzionamento del loro organismo. Tuttavia, se il loro stato di salute lo sconsiglia possono saltare un inverno ed essere alloggiate in un terrario ben allestito, dotato di riscaldamento, in cui possano essere curate adeguatamente.<\/p>\n<div class=\"dc\"><\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":12268,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4488","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il letargo delle tartarughe -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/avanzimorivet.it\/index.php\/home\/rettili-2\/il-letargo-delle-tartarughe\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" 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