Castelfranco V.to 0423-722094 | Casella d'Asolo 0423-950113

Ernia perineale

L’ernia perineale consiste nello spostamento di vari organi addominali e pelvici (retto, prostata, vescica, grasso) nella regione del perineo, a fianco dell’ano. È causata da un indebolimento dei muscoli del cosiddetto diaframma pelvico, che hanno appunto la funzione di contenere questi organi. L’ernia perineale può presentarsi anche nel gatto, ma è rara in questa specie. Può svilupparsi in uno o entrambi i lati dell’ano, ma più spesso nel cane compare a destra.La debolezza dei muscoli di sostegno che causa l’ernia perineale si verifica quasi esclusivamente nei cani anziani maschi non castrati. Si presume che una delle cause sia l’effetto del testosterone nei muscoli e tessuti che costituiscono il diaframma pelvico. L’ingrossamento della prostata, più comune in cani e gatti non castrati di mezza età e anziani, può indurre sforzi a urinare o defecare con conseguente ulteriore stress al diaframma pelvico. Per questo motivo si raccomanda di sterilizzazione l’animale al momento della riparazione dell’ernia.

Sintomi 

L’ernia perineale si manifesta con un gonfiore a lato dell’ano e può verificarsi su uno o entrambi i lati. Il segno più comune associato all’ernia perineale nel cane è la difficoltà a defecare. Ciò si verifica perché il retto rimane intrappolato nell’ernia e il materiale fecale che contiene transita con difficoltà. Si osservano quindi stitichezza e gonfiore intorno alla regione anale. A causa delle difficoltà a defecare il cane o il gatto possono manifestare perdita di appetito. Se è la vescica a restare intrappolata nell’ernia si nota difficoltà a urinare. Se l’intestino tenue si infila nel sacco erniario si possono osservare vomito e depressione. Poiché l’ernia perineale può causare l’intrappolamento della vescica o dell’intestino può diventare una condizione grave che richiede un intervento chirurgico d’urgenza per correggere il problema.

Diagnosi 

La diagnosi di ernia perineale si basa sulla visita clinica. La palpazione esterna e l’esame rettale sono generalmente sufficienti per confermare il sospetto di ernia. Ulteriori procedure diagnostiche possono comprendere l’esame radiografico e l’ecografia dell’addome per assicurarsi che la vescica non si sia spostata nel sacco erniario, cosa che può causare complicazioni al momento dell’intervento riparativo. Prima di procedere all’intervento chirurgico si eseguono esami di laboratorio (sul sangue e l’urina) per valutare se sono presenti altre patologie e per scegliere il miglior protocollo anestetico. Terapia Il trattamento richiede un intervento chirurgico per riparare e stabilizzare la muscolatura indebolita del diaframma pelvico e per effettuare la castrazione in modo da eliminare l’influenza del testosterone che causa debolezza della muscolatura perineale e l’ingrossamento della prostata. Prima dell’intervento si deve verificare se la vescica è intrappolata all’interno del sacco erniario. In tal caso si inserisce un catetere nella vescica per svuotarla e permetterle di rientrare in addome. Se all’interno dell’ernia non vi sono visceri intrappolati, la correzione chirurgica può essere programmata per tempo, in caso contrario si deve procedere d’urgenza. L’intervento chirurgico consiste nel riporre gli organi contenuti nell’ernia nell’addome e nella ricostruzione dei muscoli del diaframma pelvico mediante suture. Per la ricostruzione si utilizza la muscolatura circostante. Nei casi più gravi si interviene all’interno dell’addome per fissare in modo permanete la vescica e/o il colon alla parete addominale (cistopessi e colopessi), al fine di prevenire lo spostamento ricorrente di questi organi nell’ernia riparata.

Possibili complicazioni possono includere l’incontinenza fecale, il prolasso rettale e la recidiva dell’ernia. Nei casi in cui l’ernia è da un lato solo, anche il lato opposto si può indebolire e sviluppare in futuro un’ernia. Il tasso di recidiva dopo la riparazione chirurgica è circa del 10 – 15%. Dopo l’intervento chirurgico all’animale vengono somministrati farmaci per il dolore e una dieta speciale e/o emollienti delle feci per ridurre sforzo e rendere più facile la defecazione. E ‘importante non consentire attività faticose per almeno 30 giorni per evitare un’eccessiva tensione sui muscoli riparati nell’ernia. Si deve immediatamente informare il veterinario se è presente un eccessivo gonfiore e arrossamento intorno alla zona di incisione, se esce essudato dall’incisione o si sviluppa febbre, perchè tutti questi segni potrebbero indicare che è presente infezione.