piccione

I piccioni di città, detti anche colombi, (Columba livia domestica) sono considerati animali domestici inselvatichiti, non animali selvatici. Proprio per questo motivo, i CRAS (Centri di Recupero Animali Selvatici), che sono finanziati per la tutela della fauna selvatica protetta (come falchi, ricci o rondoni), non hanno l’obbligo di accoglierli e quasi sempre ne rifiutano l’ingresso. Per soccorrere un piccione in difficoltà ci si può rivolgere a un veterinario esperto in medicina aviare (ma in genere occorre sostenere in proprio le spese) oppure rivolgersi a un’associazione di volontariato: OIPA, LAV o ENPAV. La LIPU di norma si occupa solo di uccelli selvatici.

Un colombo adulto che si lascia catturare ha già superato la sua soglia di difesa naturale e quasi certamente è ferito, ammalato, in stato di shock o di grave debilitazione. Occorre manipolarlo con delicatezza e il minimo indispensabile.

La messa in sicurezza e il contenimento

Il primo aiuto consiste nel ridurre immediatamente gli stimoli sensoriali che aumentano lo stress dell’uccello. Un colombo ferito percepisce l’uomo come un predatore; pertanto, la cattura deve essere rapida, preferibilmente utilizzando un panno leggero o un asciugamano per coprire l’animale, limitandone la visuale e il movimento delle ali. Una volta recuperato, il paziente va alloggiato in una scatola di cartone di dimensioni adeguate, proporzionata alla sua taglia per evitare che sbatta disordinatamente. Il fondo della scatola deve essere rivestito con carta assorbente o un panno pulito, evitando materiale particolato come segatura o trucioli che potrebbero finire in eventuali ferite. Sulla scatola di praticano dei fori di aerazione e si tiene chiuso il coperchio. Il buio è il miglior sedativo naturale per un volatile in stato di shock, poiché abbassa il battito cardiaco.

Cosa non fare

Esistono errori comuni dettati dalla buona volontà che possono rivelarsi fatali. Per prima cosa non si deve cercare di somministrare cibo o acqua forzatamente nel becco. Un colombo in stato di shock ha una motilità gastrointestinale ridotta e un riflesso di deglutizione compromesso. Forzare liquidi espone l’animale a un rischio elevatissimo di inalazione di acqua nei polmoni o di soffocamento, data la vicinanza dell’apertura della trachea alla base della lingua. Allo stesso modo, non bisogna tentare di medicare ferite profonde con prodotti irritanti o polveri cicatrizzanti che potrebbero ostacolare la successiva pulizia chirurgica in clinica. Se l’animale è bagnato o visibilmente infreddolito, la priorità è il riscaldamento graduale in un ambiente a circa 28-30°C, ma senza mai porre il colombo a contatto diretto con fonti di calore eccessivo che potrebbero causare ustioni o un’ipertermia letale.

Osservazione e protezione sanitaria

In attesa del trasporto in clinica, limitatevi a un’osservazione esterna senza manipolare ulteriormente l’animale. Notate se l’animale presenta ali cadenti, asimmetrie nella postura, perdite di sangue o segni neurologici come il torcicollo o movimenti oculari anomali. Data la possibilità di zoonosi, come la clamidiosi o la presenza di ectoparassiti, è imperativo che chiunque manipoli il colombo utilizzi guanti monouso e si lavi accuratamente le mani dopo il contatto.

Ricordiamo che, secondo la normativa vigente, il colombo è un essere senziente e la sua protezione è un dovere non solo etico ma legale. Documentare brevemente le circostanze del ritrovamento può essere utile al medico veterinario per inquadrare meglio l’origine del trauma, specialmente se si sospetta un atto di maltrattamento.

In emergenza, se non riuscite a trovare un veterinario esperto, potete chiedere al vostro veterinario di fiducia di prestare le prime cure seguendo queste indicazioni.

In caso di giovani piccioni orfani, ecco le indicazioni.