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Leishmaniosi

La leishmaniosi è una malattia infettiva parassitaria che colpisce sia i cani che le persone. È particolarmente presente nelle regioni tropicali del mondo tra cui Sud America, Mediterraneo, Medio Oriente e Asia. In Italia è prevalente al Sud e al Centro, meno comune al Nord. Si può ipotizzare che con l’aumento del riscaldamento globale le aree infestate dai parassiti che trasmettono questa malattia, cioè i flebotomi, si espanderanno progressivamente nelle regioni del Nord con conseguente diffusione della leishmaniosi. La malattia può colpire un cane che vive in una zona esente se questo ha fatto un viaggio in aree in cui la malattia è presente.

Flebotomo

Flebotomo

Il parassita responsabile della leishmaniosi appartiene alla famiglia dei tripanosomi e comprende diverse specie. Il cane funge da serbatoio dell’infezione. La malattia si trasmette tra i cani e le persone tramite i flebotomi o pappataci, piccoli insetti (di 2-3 mm di grandezza) simili a zanzare. Se un flebotomo punge un cane ammalato o portatore può infettare le persone e i cani che punge successivamente. Quando il parassita entra nell’organismo del cane infetta gli organi interni (in particolare midollo osseo, fegato, reni, milza e linfonodi) e la cute. I flebotomi hanno un’attività stagionale, legata al caldo, da maggio a settembre-novembre. Sono attivi solo dal tramonto all’alba.
Il periodo di incubazione è molto lungo, da alcuni mesi ad anni. Alcuni cani non sviluppano mai sintomi ma ospitano comunque il parassita nel loro organismo e diventano portatori, in grado di passare il parassita ai flebotomi che li pungono.

Sintomi
Il cane può presentare due forme, cutanea e viscerale, anche contemporaneamente. La forma viscerale, più comune, si manifesta con aumento dei linfonodi, dimagramento grave, diarrea, vomito, sangue nelle feci e perdita di sangue dal naso (epistassi). In molti casi è presente febbre e aumento di volume della milza, dolori muscolari e zoppicatura. Aumento della sete e della produzione di urina possono indicare che è presente insufficienza renale. Fino al 90% dei cani infetti presenta lesioni cutanee tra cui desquamazione abbondante, perdita del pelo e ulcere. In più della metà dei casi sono presenti lesioni agli occhi (congiuntivite e cheratite).
La forma cutanea si manifesta con una papula che si ingrandisce e può ulcerarsi.
La malattia nel gatto è possibile anche se molto rara e si manifesta di solito con la forma cutanea simile a quella del cane. Colpisce in genere gatti con deficit del sistema immunitario, ad esempio con concomitanti infezioni da FIV e FeLV.

Diagnosi
I sintomi sono vaghi e non specifici e questo rende difficile sospettare la malattia, soprattutto nelle fasi iniziali. La diagnosi può essere confermata con diversi tipi di esami. Il più semplice consiste nell’osservare direttamente il parassita al microscopio da cellule prelevate dalla cute, dal midollo osseo e dai linfonodi. Questo metodo tuttavia non sempre permette di effettuare la diagnosi.
Si possono cercare nel sangue gli anticorpi contro il parassita, ma la loro presenza non indica necessariamente che sia presente un’infezione attiva. È disponibile un test PCR, che cerca il DNA del parassita e al momento è il test più preciso. L’esame è molto semplice da eseguire perché è sufficiente passare un tampone sulla congiuntiva degli occhi.
Sono fondamentali anche altri esami del sangue e dell’urina che, anche se non specifici per la leishmaniosi, servono a stabilire il grado di compromissione dell’organismo e la sua capacità di sopportare le cure, nonché a valutare nel tempo il miglioramento fornito dalla terapia. In particolare è utile valutare la funzionalità renale e l’elettroforesi delle proteine del sangue.

Terapia
La terapia della leishmaniosi è lunga (da molti mesi a tutta la vita), costosa e raramente elimina completamente il parassita dall’organismo. Nella maggior parte dei casi i cani trattati riacquistano la salute, ma a volte la malattia ricompare.
Esistono diversi farmaci disponibili, a volte usati in combinazione. I farmaci più usati (in combinazione) sono meglumine antimoniato, che si somministra per iniezione una volta al giorno per un mese, e allopurinolo, che si somministra per bocca due volte al giorno per almeno sei mesi. La terapia ha tanto più probabilità di portare alla remissione dei sintomi quanto prima si inizia. Periodicamente si effettuano degli esami del sangue di controllo per verificare la risposta dell’organismo alla terapia.
Se è presente una grave insufficienza renale si effettua un trattamento anche per questa patologia.

Protezione
È importante proteggere dalla puntura dei flebotomi sia i cani infetti che quelli che sono stati sottoposti a terapia, anche se clinicamente guariti, per evitare che trasmettano la malattia. Vanno inoltre protetti i cani sani nelle regioni a rischio.
La protezione si effettua principalmente utilizzando sostanze repellenti che impediscano agli insetti di pungere il cane. Sono efficaci allo scopo diversi tipi di prodotti (tutti da usare esclusivamente nel cane e non nel gatto, in cui la permetrina è tossica).

  • Fiale alla permetrina (Exspot). Il prodotto è efficace anche contro pulci, zecche e pidocchi ed è tossico per i flebotomi, impedendo loro di nutrirsi di sangue. Si applica la fiala tra le scapole. L’effetto dura un mese. Prima che sia efficace passano 24-48 ore, perché il prodotto si deve diffondere sulla cute del cane.
  • Spray alla permetrina e piriproxifene (Duowin). Tratta anche pulci e zecche. Previene la puntura dei flebotomi per due settimane nei cani adulti e una settimana nei cuccioli. Dà una protezione immediata.
  • Fiale alla permetrina e imidaclorpid (Advantix cani). Tratta anche pulci e zecche. Ha un effetto repellente su zanzare e flebotomi della durata di tre settimane. Prima che sia efficace passano 24-48 ore perché si deve diffondere sulla cute del cane.
  • Collare a base di deltametrina (Scalibor). È tossico per i flebotomi per circa 5 mesi ma occorrono 5-6 giorni dalla sua applicazione perché risulti efficace.

Queste misure non garantiscono una protezione assoluta dei cani che vivono o si recano in zone endemiche ma sono comunque molto utili. È importante rispettare gli intervalli di applicazione dei diversi prodotti.

Durante la notte si può utilizzare una protezione meccanica, ricoverando i cani in ambienti chiusi protetti da zanzariere a maglia fitta (1-2 mm) che impediscono l’ingresso ai flebotomi.
La protezione, sia chimica che meccanica, va attuata durante la stagione di attività dei flebotomi: dalla metà di maggio a fine settembre per il nord, dalla metà di maggio alla metà di ottobre per il centro e dall’inizio di maggio alla metà di novembre per il sud. Si tratta di indicazioni di massima che vanno modificate secondo le variazioni climatiche.

Vaccinazione
Esiste in commercio un vaccino contro la leishmaniosi, il cui utilizzo è controverso. Il vaccino infatti non conferisce una protezione assoluta, ma riduce la probabilità che i cani si infettino. Il suo uso è consigliato solo nelle zone in cui la malattia è molto diffusa ma non nelle zone in cui è rara.

Immunostimolazione
Diversi studi clinici hanno dimostrato che il domperidone, un farmaco con proprietà immunostimolanti, è in grado di prevenire la leishmaniosi in una significativa percentuale di cani a cui viene somministrato.