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Sterilizzazione

I furetti provenienti dagli allevamenti esteri vengono messi in vendita già sterilizzati. Quelli riprodotti in Italia, invece, di solito sono ancora interi e si pone allora il problema di sterilizzarli, per importanti motivi.

La sterilizzazione nel maschio

La sterilizzazione nel maschio ha lo scopo di ridurre (di circa il 90%) l’odore emesso da questi animali, particolarmente intenso durante il periodo del calore. Ha anche l’effetto di ridurre l’aggressività, soprattutto nei confronti di altri furetti. Se si desidera tenere più furetti insieme è indispensabile che siano tutti sterilizzati.

La sterilizzazione nella femmina

La sterilizzazione nella femmina ha un’importanza anche maggiore che per il maschio. Non serve solo a ridurre l’odore sgradevole dell’animale, ma ha soprattutto la funzione di prevenire una grave malattia indotta dal calore che si verifica quando la furetta non si accoppia, detta iperestrogenismo o anemia da estrogeni.

Sterilizzazione chirurgica 

Nel furetto e nella furetta si può optare tra due scelte, la sterilizzazione chirurgica e quella chimica. La sterilizzazione chirurgica consiste nell’asportazione dei testicoli nel maschio e di ovaie e utero nella femmina.  Ovviamente si tratta in entrambi i casi di interventi chirurgici condotti in anestesia generale.

Si sa che la sterilizzazione chirurgica può indurre a distanza di pochi anni la comparsa di una grave patologia, la malattia surrenalica. Ciò  non avviene invece con la sterilizzazione chimica.

Sterilizzazione chirurgica nel maschio

Il periodo migliore per eseguire l’intervento nel maschio è la primavera successiva alla nascita, anche se tecnicamente può essere effettuato in qualunque momento.

Sterilizzazione chirurgica nella femmina

L’intervento va eseguito di preferenza alla fine dell’inverno, per prevenire l’insorgenza dell’anemia da estrogeni, l’iperestrogenismo, che potrebbe manifestarsi dopo il calore (le furette di solito vanno in calore in primavera). Non ci sono controindicazioni ad eseguire l’intervento se la furetta è già in calore, purché sia effettuato entro un mese dall’inizio dell’estro. Se la furetta è in calore da più di un mese è necessario verificare con un esame del sangue, l’emocromo, che non si siano già manifestate le conseguenze della malattia da estrogeni. L’emocromo permette di valutare la quantità di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Sterilizzazione chimica

La sterilizzazione chimica consiste nella somministrazione di un prodotto, la deslorelina, che ha gli stessi effetti (anche se reversibili) della sterilizzazione chirurgica, ma non gli effetti collaterali negativi, vale a dire che non induce la malattia surrenalica. Al contrario, se somministrata ai furetti già sterilizzati chirurgicamente, ne previene l’insorgenza, e viene utilizzata anche come terapia medica nei furetti che presentano la malattia surrenalica.

Il farmaco viene somministrato sottoforma di una piccola capsula, detto impianto, che si inocula per via sottocutanea con una grossa siringa. Per facilitare l’inserzione dell’impianto e minimizzare il disagio del furetto, visto il diametro dell’ago della siringa, lo si può brevemente sedare con l’anestesia gassosa. La deslorelina è efficace e sicura, priva di effetti collaterali.

Il suo effetto ha una durata variabile, da 8 a circa 20 mesi. Quando ricompaiono i segni di calore si ripete la somministrazione. Se l’impianto si esegue su una femmina che non è in calore si osserva un transitorio aumento di volume della vulva che scompare in pochi giorni.

Uno studio pubblicato nel 2008 ha dimostrato che la castrazione chimica con la deslorelina nei maschi ha un maggior effetto sulla riduzione dell’aggressione rispetto alla castrazione chirurgica e che i maschi sterilizzati con la deslorelina presentano una maggiore incidenza di comportamenti di gioco rispetto ai maschi intatti. Pertanto, lo studio ha concluso che la castrazione chimica con la deslorelina è una valida alternativa alla castrazione chirurgica, e può anche essere preferibile alla procedura chirurgica a causa dei gravi problemi medici (comparsa della malattia surrenalica) che questa causa nei furetti.