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Cani randagi: cosa fare

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I cani non possono vagare liberi: se lo fanno sono per definizione cani randagi. Se si vede un cane girare libero, senza padrone, si tratta di un animale senza una famiglia, oppure fuggito o abbandonato. Poiché un cane randagio è soggetto a gravi pericoli (soprattutto di venire investito da un’automobile) e può a sua volta rappresentare un pericolo per il traffico o le persone, è indispensabile agire subito. Può essere rischioso cercare di catturare un cane randagio, a meno che non si tratti di un cucciolo o di un animale docile. È preferibile avvertire le autorità, che hanno il dovere di intervenire per recuperarlo. Si possono chiamare i Vigili urbani o, in orari notturni e festivi, il 112. Se il cane è ferito si può chiamare direttamente il servizio veterinario dell’ASL, che è tenuto a intervenire d’ufficio. Si potrebbe anche portare l’animale presso un medico veterinario libero professionista, ma in tal caso si deve provvedere personalmente a pagare le spese mediche.

La cattura dei cani randagi viene eseguita da apposito personale, i cinovigili. Se sono dotati di microchip (che è obbligatorio) i cani verranno restituiti ai proprietari.

I cani senza proprietario non possono essere soppressi (salvo rare eccezioni) ma vengono ospitati in apposite strutture (i canili sanitari), curati, vaccinati ed identificati con microchip. Se non vengono reclamati potranno essere dati in adozione. È vietato tenere un cane randagio senza aver prima contattato le autorità perché si incorrerebbe nel reato di appropriazione indebita.

I cani ricoverati nei canili comunali possono essere soppressi mediante eutanasia ad opera di medici veterinari soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità.

Se si vede qualcuno abbandonare un cane è indispensabile cercare di identificare il responsabile (ad esempio segnando il numero di targa) e chiamare immediatamente il 112 o i vigili.