Cause
L’anoressia, vale a dire la mancanza di appetito, è uno dei problemi di salute più comune nei sauri e nei serpenti in cattività. Non è una patologia a sé, ma un sintomo, ed è comune alla maggior parte dei problemi di salute. Le cause possono dipendere da fattori fisiologici, da errori di gestione e alimentazione o da malattie.
Fattori fisiologici
- I serpenti neonati spesso si alimentano solo dopo aver eseguito la prima muta, a 10-14 giorni di età.
- Durante la muta i serpenti non si alimentano.
- Nelle ultime fasi della gravidanza i rettili in genere non si alimentano. Un pitone gravido può digiunare per 6-8 settimane e i boa anche per nove mesi.
- Nella stagione riproduttiva e nel periodo del letargo i rettili (in particolare i serpenti maschi) possono andare incontro a periodi di digiuno.
Errori di gestione
- Necessità di adattarsi ad un nuovo terrario.
- Soggetti di cattura incapaci di adattarsi alla cattività (sindrome da maladattamento).
- Temperatura e/o umidità ambientali inadeguate.
- Illuminazione e/o fotoperiodo inadeguato.
- Mancanza di privacy e di nascondigli.
- Mancanza di rami per le specie arboricole.
- Presenza di soggetti dominanti che limitano l’accesso al cibo e alle fonti di calore.
- Somministrazione di alimenti inadatti alla specie o di prede di taglia eccessiva.
- Errori alimentari: eccessiva somministrazione di alimento, con conseguente danno al fegato (lipidosi epatica).
Condizioni patologiche
- Patologie metaboliche (insufficienza renale, malattia ossea metabolica, malattie del fegato ecc).
- Malattie infettive.
- Parassitosi
- Costipazione o corpi estranei gastrointestinali.
- Distocia (incapacità di deporre le uova).
La visita veterinaria
Di fronte a un rettile che rifiuta di alimentarsi (sia di cattura sia nato in cattività) per prima cosa il veterinario si informa su tutti gli elementi della gestione e dell’alimentazione. La visita clinica deve rilevare eventuali problemi di salute che possono causare l’anoressia. Viene registrato il peso e lo stato di nutrizione. È sempre consigliato eseguire un esame delle feci per la ricerca dei parassiti intestinali. Per un’adeguata valutazione dello stato di salute si possono eseguire esami collaterali quali esami del sangue, colture batteriche, radiografie, ecc.
In base ai risultati della visita e degli esami si può stabilire se l’anoressia è un fenomeno normale, se è un problema correlato a errori gestionali o se è secondaria ad uno stato di malattia.
Trattamento
Occorre correggere gli eventuali errori di gestione e di alimentazione, ponendo il rettile nelle condizioni ambientali ideali e mettendogli a disposizione un alimento adatto alla specie e bilanciato dal punto di vista alimentare.
Per indurre i serpenti ad accettare la preda si possono usare diverse strategie.
- Fornire prede morte o stordite (utile nel caso di serpenti che sono stati precedentemente aggrediti dalla preda e ne sono timorosi).
- Se un soggetto rifiuta prede morte o stordite, offrirgli prede vive (sotto supervisione).
- Alimentare i serpenti notturni la notte.
- Alloggiare singolarmente i soggetti nervosi o timorosi; la presenza di un soggetto dominante può impedire agli altri di alimentarsi adeguatamente.
- Provare a cambiare terrario.
- Fornire più possibile privacy ai soggetti timidi, evitando di maneggiarli e fornendo nascondigli.
- Sfregare il cibo sulle zone sensitive della testa del serpente (le narici e l’area intorno alla bocca) o colpire delicatamente il serpente con la preda per indurlo ad afferrare il cibo.
- Incidere la scatola cranica della preda per esporne il tessuto cerebrale.
- Offrire prede più piccole.
- Provare a cambiare tipo di preda.
I sauri (sia vegetariani che onnivori) possono diventare estremamente selettivi riguardo al cibo e scegliere esclusivamente uno o due tipi di alimento, rifiutando di alimentarsi se non li hanno a disposizione. Tipico è il caso delle iguane che accettano solo pomodoro e insalata, o dei sauri insettivori che accettano solo camole del miele.
Per evitare questo tipo di problema è importante fornire sin dall’inizio un’alimentazione variata e non permettere che il rettile diventi “dipendente” da un solo tipo di cibo.
Quando il rettile, corrette le condizioni ambientali e fornito l’alimento appropriato, non inizia ad alimentarsi spontaneamente, oppure se è eccessivamente debilitato, si ricorre all’alimentazione assistita tramite sonda orogastrica. Si introduce un sondino dalla bocca lungo l’esofago e si somministra un alimento in forma liquida. Nei serpenti ciò è abbastanza pratico, in quanto l’intervallo tra una somministrazione e l’altra è di parecchi giorni o settimane.
Nel caso l’alimentazione assistita debba essere proseguita per lungo tempo, o in soggetti particolarmente stressati e delicati, o l’apertura forzata della bocca possa causare danni, è consigliabile inserire una sonda esofagogastrica. Si tratta di inserire al lato del collo, direttamente nell’esofago, un sondino che arriva allo stomaco. È un intervento che viene effettuato in anestesia. La sonda può essere lasciata in sede per settimane e la sua presenza non impedisce al rettile di alimentarsi spontaneamente.
Non si deve mai trascurare una corretta idratazione, sia lasciando acqua a disposizione sia somministrandola direttamente (per via orale o sottocutanea, secondo le condizioni del paziente).
A volte il veterinario può prescrivere dei farmaci che possono essere di utilità per stimolare l’appetito.
Ovviamente dopo le cure, quando il rettile ha ripreso ad alimentarsi, è di importanza fondamentale che la gestione e l’alimentazione siano corrette, per evitare che si ripresenti il problema.
Prevenzione dell’anoressia
Per prevenire problemi di anoressia è fondamentale studiare con cura le necessità ambientali e alimentari del rettile, chiedendo anche consiglio a erpetologi esperti. Inoltre, si devono acquistare solo rettili sani, che non hanno difficoltà ad alimentarsi. Come regola generale, un rettile appena acquistato dovrebbe essere fatto visitare subito, e appena possibile fatte analizzare le feci per la ricerca dei parassiti intestinali.



