
Le tartarughe di terra del genere Testudo si replicano facilmente in cattività, quindi se si possiedono maschi e femmine della stessa specie può capitare di trovare dei neonati in giardino. La loro gestione non differisce sostanzialmente da quella degli adulti per quanto riguarda clima, temperatura, alimentazione. Tuttavia, poiché si tratta di animali molto più piccoli e più delicati necessitano di alcune precauzioni particolari.
Come i loro genitori, le tartarughe neonate del genere Testudo non possono essere allevate in terrario perché hanno bisogno di essere esposte alla luce diretta del sole (la migliore fonte di raggi ultravioletti) e nutrirsi di erba e altre piante spontanee. Vanno quindi lasciate all’aperto, ma con qualche riguardo. Occorre tenerle al sicuro da possibili predatori come cani, gatti, uccelli e roditori. Lasciate a loro stesse possono andare incontro a incidenti come restare schiacciate sotto l’automobile o venire calpestate.
Si può quindi allestire un grande recinto di solida rete a maglie strette, coperto anche in alto e parzialmente interrato. Non va usato il vetro, che può causare un pericoloso surriscaldamento. Si può anche allestire un recinto mobile, da sportare per collocarlo su zone di erba sempre fresca. È importante che vi siano dei nascondigli e una casetta che permetta ai piccoli di trovare riparo in caso di pioggia abbondante. Il recinto deve avere una zona ombreggiata per tutta la giornata, anche quando si sposta il sole, e una zona in ombra perché i piccoli possano difendersi dalla calura eccessiva.
Le tartarughine possono essere portate in casa alla sera e rimesse all’aperto al mattino, per tenerle al sicuro. Un grave pericolo per questi piccoli rettili è rappresentato da topi e ratti, che possono divorarle durante la notte. Contro questi roditori non avrebbero scampo. Anche in caso di condizioni metereologi che particolarmente avverse possono essere temporaneamente alloggiate in casa.
L’importanza di una dieta corretta
Le tartarughine hanno gli stessi requisiti alimentari degli adulti, ma poiché sono in crescita è ancora più importante che la dieta sia corretta. Particolare importanza riveste il contenuto di calcio degli alimenti, indispensabile per una crescita armonica e una buona calcificazione della corazza. Le piante spontanee sono ricche di calcio, molto più delle verdure coltivate.
Come le tartarughe adulte anche quelle neonate sono rigorosamente erbivore, e tutto ciò di cui hanno bisogno lo trovano pascolando in giardino, consumando erba e piante di campo a crescita spontanea. L’ideale è di rinunciare al prato inglese e lasciare che la natura provveda a far nascere una varietà di vegetali. Le piante di campo forniscono la giusta quantità di fibra e di calcio, indispensabili per la corretta funzionalità del sistema digerente e per la crescita armonica della corazza. Oltre all’erba sono particolarmente adatti come alimento tarassaco, piantaggine, malva, trifoglio, cicoria di campo.
Le verdure da supermercato sono nettamente inferiori come valore nutritivo, e andrebbero integrate con calcio carbonato. La frutta è da escludere completamente: non è un alimento fisiologico, anche se questi rettili ne sono ghiotti: non ha sufficiente calcio, può causare disturbi intestinali e la proliferazione di un tipo di parassiti intestinali, i flagellati.
L’acqua va lasciata a disposizione in un recipiente abbastanza largo da permettere alle tartarughine di restare a bagno con tutto il corpo e sufficientemente basso da permettere loro di entrare e uscire facilmente. Un sasso posto nel recipiente impedisce che si rovesci.
Il letargo nelle tartarughe neonate
Molti temono che il letargo sia dannoso per le tartarughine nate la primavera o l’estate precedente, ma in realtà è una condizione naturale per le tartarughine andare in letargo anche solo poche settimane dopo la nascita. In alcuni casi svernano addirittura dentro l’uovo.
Se sono sane e in buone condizioni non c’è motivo per non replicare in cattività questa situazione. È tuttavia necessaria qualche cautela in più, proprio per la loro piccola taglia e la loro delicatezza. Le condizioni ambientali del letargo devono essere controllate con cura. È preferibile che i piccoli trascorrano il periodo del letargo in un ambiente sicuro, ad esempio un garage o una cantina non riscaldati, dove la temperatura sia costantemente intorno ai 5 °C. Per evitare sbalzi di temperatura, si può utilizzare un grande contenitore pieno di terra, in cui i piccoli si interrano per il sonno invernale. La massa di materiale che li circonda li difende da eventuali brusche variazioni di temperatura. Saltare il letargo non è salutare e influisce negativamente sulla fisiologia di questi rettili.
Le cure materne
Le tartarughe non si prendono cura dei piccoli: la cura della prole termina una volta ricoperto di terra il nido in cui sono state deposte le uova. Quando emergono dal nido interrato i genitori li ignorano completamente e viceversa i piccoli non si interessano ai loro parenti. Dopotutto, i neonati sono copie in miniatura degli adulti, del tutto indipendenti e capaci di provvedere a sé stessi.
Gli obblighi di legge
È importante ricordare chò-e le tartarughe del genere Testudo (T. marginata, T. hermanni e T. graeca) devono sottostare a importanti adempimenti legislativi, pena il sequestro e pesanti multe. La nascita dei piccoli va denunciata al Corpo Forestale ed entro un anno va applicato un microchip (come ai cani) per l’identificazione. Ovviamente, ciò è fattibile solo se anche i genitori risultano loro stessi regolarmente denunciati, altrimenti non è possibile regolarizzarle.

