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Come è fatta la corazza

La corazza di una tartaruga è una struttura viva, sensibile, complessa e molto vascolarizzata. È composta da numerose placche ossee, incastrate tra loro a formare una robusta scatola (un po’ come il cranio umano). All’esterno è rivestita da sottili scaglie cornee, gli scuti. Fusa con la parte superiore della corazza, internamente, si trova la spina dorsale. La parte superiore della corazza si chiama carapace e quella inferiore è detta piastrone. Le parti laterali che uniscono carapace e piastrone sono i ponti. All’interno della corazza ci sono gli organi interni: i polmoni, il fegato, l’apparato digerente, urinario e riproduttivo, oltre al cinto scapolare e quello pelvico. Pertanto, una lesione alla corazza può avere conseguenze anche sugli organi interni, sulla spina dorsale e sugli arti.

scheletro tartaruga

Scheletro di tartaruga. La colonna vertebrale (frecce) è fusa con la volta del carapace. Il cinto scapolare (1) e il cinto pelvico (2) sono contenuti all’interno del carapace.

Cause principali di lesioni traumatiche della corazza

Le lesioni traumatica alla corazza delle tartarughe sia terrestri che semiacquatiche sono purtroppo molto frequenti. Le cause più comuni sono le seguenti.

  • Traumi da investimento. Le tartarughe che vivono in giardino sono spesso vittime delle automobili, se non si ha l’accortezza di separare con una recinzione sicura la zona che hanno a disposizione da quella in cui le macchine fanno manovra. Frequente è anche il caso di traumi nelle tartarughe allo stato libero che attraversano una strada. Le automobili causano in genere uno schiacciamento con fratture del ponte e del carapace.
  • Morsi di cani. I cani che convivono con le tartarughe sono un pericolo costante per questi rettili. Spesso, anche dopo una convivenza di anni senza incidenti, decidono che la tartaruga è un osso succulento da sgranocchiare, causando danni devastanti. È sempre sconsigliato tenere tartarughe se si ha un cane, e viceversa. I cani rosicchiano la parte periferica della corazza, asportando pezzi di osso che a livello del ponte portano all’esposizione degli organi interni.
  • Attacco da parte di ratti e topi. Questi roditori aggrediscono le tartarughe di notte, oppure d’inverno quando sono in letargo.  Possono divorare completamente i poveri rettili, che non hanno l’istinto di sottrarsi scappando. Il letargo può essere reso sicuro alloggiando i rettili in un ambiente chiuso, a prova di intrusione da parte dei roditori. I roditori in genere mangiano gli arti, ma a volte rosicchiano la parte superiore del carapace se la tartaruga è interrata in letargo, con l’esposizione della colonna vertebrale e dei polmoni.
  • Tagliaerba. Gli incidenti causati dal tagliaerba sulla corazza delle tartarughe sono frequenti. Prima di utilizzare questi attrezzi i rettili vanno messi in sicurezza. Un’alternativa consiste nel lasciare crescere l’erba, in modo che le tartarughe abbiano cibo in abbondanza. Il tagliaerba asporta di netto la parte superiore del carapace. A seconda della profondità della lesione si può avere solo l’esposizione dell’osso o lesioni gravi con asportazione della parte centrale della colonna vertebrale e l’esposizione dei polmoni.
  • Schiacciamento. Un cancello elettrico manovrato senza attenzione può schiacciare una tartaruga che lo sta attraversando. Le tartarughe vanno sempre controllate prima di azionare i cancelli elettrici.
  • Cadute. Le tartarughe alloggiate in ambienti sopraelevati, come balconi o terrazzi, possono cadere, riportando fratture alla corazza. A volte anche la caduta dal terrario o dall’acquaterrario può essere sufficiente a causare una frattura.

 

Conseguenze delle fratture

Le fratture della corazza possono variare in gravità. Le conseguenze più comuni includono:

  • Emorragie. Poiché le ossa della corazza hanno una rete di vasi sanguigni molto sviluppata, le fratture possono causare sanguinamento, sia interno che esterno. Un’emorragia abbondante può causare la morte del rettile in poco tempo.
  • Lesioni spinali. Se la frattura interessa la colonna vertebrale possono esserci danni neurologici, come paralisi.
  • Lesioni agli organi interni. I traumi alla corazza possono causare danni agli organi interni, più spesso polmoni e fegato, che possono lacerarsi e persino uscire all’esterno.
  • Lesioni alla testa. In caso di schiacciamento può restare coinvolta la testa, con danni cerebrali irreversibili.
  • Lesioni agli arti. I segmenti ossei delle zampe possono fratturarsi. I frammenti di corazza schiacciati dal trauma possono lesionare la pelle e i muscoli.
  • Infezioni. Una comune conseguenza delle lesioni sono le infezioni, sia batteriche che fungine, per la contaminazione con materiale estraneo.
  • Miasi. Durante la stagione calda le lesioni della corazza possono attirare le mosche che vi depositano le uova. In poche ore emergono le larve di mosca, che iniziano a nutrirsi dei tessuti vivi della tartaruga, con conseguenze nefaste.

 

Primo soccorso

Le lesioni alla corazza, tranne i casi più lievi, rappresentano una vera emergenza che richiede un immediato intervento da parte di un veterinario esperto in rettili. È fondamentale che le lesioni non si contamino ulteriormente con terra o altra sporcizia. Ferite superficiali che non interessano gli organi interni possono essere lavate sotto l’acqua corrente. Le tartarughe acquatiche non vanno assolutamente rimesse in acqua. Come primo soccorso è necessario coprire le ferite con garze (possibilmente sterili) o almeno un panno pulito, fissandoli con del cerotto. Il rettile va messo in una scatola pulita e portato subito in clinica.

Lesione corazza tartaruga

Le tartarughe ferite vanno portate dal veterinario mettendole in un contenitore pulito, senza alcun tipo di materiale sul fondo a parte un panno o della carta pulita

Anche le tartarughe d'acqua vanno messe in un contenitore pulito, senza acqua.

Valutazione e trattamento iniziale

Di fronte a una tartaruga con lesioni alla corazza, per prima cosa il veterinario valuta la gravità delle lesioni e stabilisce se la tartaruga può essere curata con una ragionevole prospettiva di guarigione. In alcuni casi, purtroppo, di fronte a lesioni catastrofiche l’eutanasia può essere l’unica opzione per porre fine alle sofferenze dell’animale.

Se la tartaruga è recuperabile, si può procedere con le cure. Il primo intervento consiste nell’arrestare eventuali emorragie attive. Sanguinamenti dalle ossa fratturate non possono essere arrestate con la semplice compressione, come si farebbe con i tessuti molli. L’osso non è infatti comprimibile e i vasi continuerebbero a sanguinare. Questo tipo di lesioni vengono trattate con l’applicazione di tamponi di collagene, che permettono un arresto immediato dell’emorragia, o con l’applicazione di sostanze simili alla cera.

Fatto ciò, si provvede alla reidratazione con la somministrazione di liquidi, alla terapia analgesica e antibiotica. Le ferite vanno accuratamente pulite, asportando il materiale contaminante come terriccio ed erba. Si effettuano lavaggi abbondanti con una soluzione sterile e si asportano eventuali frammenti di osso devitalizzato e tessuti morti. Le ferite vengono poi protette con garze sterili e fasciature. Nel frattempo si somministrano al rettile analgesici e antibiotici. Particolari problemi presentano le ferite che espongono i polmoni, in quanto il liquido di lavaggio non deve penetrarvi.

Stabilizzato il paziente, in alcuni casi è indicato effettuare esami radiografici per valutare l’estensione delle fatture.

Le lesioni recenti (meno di 6 ore) in certi casi possono essere chiuse subito. Le lesioni più vecchie di 6 ore sono sempre considerate contaminate e la chiusura va posticipata fino a che non si ha la sicurezza che non abbiano sviluppato un’infezione.

Ecco un caso di esempio del trattamento di una tartaruga che, per l’aggressione di un cane, ha perso la parte anteriore di carapace e piastrone.

trauma corazza

Aspetto della lesione subito dopo l'aggressione. Le ferite sono sanguinanti e sporche di terra.

trauma corazza

La corazza viene lavata con cura per rimuovere tutta la sporcizia

trauma corazza

In seguito si effettuano lavaggi con una soluzione antisettica

Le ferite devono essere ben pulite prima della medicazione

trauma corazza

Il sanguinamento viene bloccato applicando del collagene, che aiuta anche la cicatrizzazione

trauma corazza

La ferita viene ridotta suturando la pelle sull'osso del piastrone

trauma corazza

Le ferite vengono protette con fasciature da rinnovare periodicamente

trauma corazza

A distanza di alcuni mesi la lesione è completamente guarita

Questo è l’esempio della tipica lesione da tagliaerba, con l’asportazione della parte superiore del carapace, e di come viene trattata.

Trauma corazza

Il tagliaerba ha asportato la parte superiore del carapace creando una ferita sporca e sanguinante

Dopo un'accurata pulizia, la ferita viene ricoperta con una tavoletta di collagene, che ferma il sanguinamento e accelera la cicatrizzazione

La ferita viene protetta con una fasciatura, in modo che la tartaruga possa essere rimessa all'aperto

A distanza di alcuni mesi la lesione è ricoperta da un tessuto cicatriziale sano, che in seguito andrà incontro a ossificazione

Trattamento delle fratture senza perdita di sostanza

In caso di fratture, la loro fissazione non è la priorità: è più importante prima stabilizzare il rettile. La riparazione infatti va effettuata in anestesia generale, per cui il paziente deve essere in grado di affrontarla. In attesa dell’intervento chirurgico la corazza può essere fissata con fasciature rigide temporanee. Nel frattempo il rettile viene alloggiato in un terrario riscaldato. Nel caso delle tartarughe semiacquatiche, queste devono essere tenute all’asciutto, per impedire che l’acqua penetri all’interno del corpo, con risultati disastrosi.

Si interviene su lesioni pulite, senza infezione. La fissazione delle fratture può essere eseguita con diversi mezzi. Sulla parte superiore della corazza (il carapace) si interviene spesso con viti e fili d’acciaio, che permettono una fissazione rigida. Dopo la fissazione la parte può essere ricoperta di resina per proteggere i mezzi di fissazione, in modo ad esempio che non si impiglino in qualche ostacolo quando la tartaruga viene rimessa nel suo ambiente. Nel caso delle tartarughe semiacquatiche, si applica un rivestimento impermeabile che copre le linee di frattura, permettendo il ritorno nell’acqua. Nella parte inferiore (il piastrone) a volte è sufficiente applicare delle stecche rigide ricoprendole con materiale di fissaggio come vari tipi di resine.

I mezzi di fissazione vengono lasciati in genere per 6-12 mesi, in quanto nelle tartarughe la guarigione del tessuto osseo è più lenta che nei mammiferi.

Di seguito alcuni esempi di fratture trattate con viti e filo d’acciaio.

Cure successive

La tartaruga che ha subito un trauma della corazza può avere lesioni lievi, che non richiedono precauzioni particolari, o molto gravi, con la necessità di cure assidue e un ricovero prolungato. Le lesioni lievi richiedono una medicazione con garze, disinfettanti e cerotti, da rinnovare periodicamente. Possono essere rimesse subito nel loro ambiente, che si tratti del giardino o del laghetto.

Nei casi più gravi, o nel caso di tartarughe ferite durante il letargo (ad esempio per attacchi di roditori) è necessario il ricovero in un terrario attrezzato, con riscaldamento e lampada UVB.

Se le lesioni sono gravi, quando la tartaruga viene messa in anestesia per stabilizzare le fratture si può inserire un sondino esofagogastrico. Si tratta di un tubo morbido, inserito nel lato del collo, spinto nello stomaco. In questo modo il paziente può essere alimentato regolarmente senza alcuno stress e si possono facilmente somministrare i farmaci anche a domicilio.

La somministrazione di analgesici e antibiotici va continuata per tutto il tempo che il veterinario reputa necessario.

Il processo di guarigione

La guarigione delle lesioni della corazza è un processo che richiede tempo. La perdita di tessuto osseo viene inizialmente riparata con la formazione di un tessuto molle cicatriziale, che è già in grado di sigillare i tessuti interni dall’ambiente esterno. Gradualmente questo tessuto calcifica e viene rivestito da cheratina, ripristinando l’integrità strutturale della corazza. La modificazione dell’aspetto della corazza sarà permanente, ma ciò rappresenta più che altro un fattore estetico.

Lesione in una giovane tartaruga causata da un cane che ha asportato frammenti del carapace e del ponte

Con il tempo la corazza è guarita, anche se la perdita di sostanza è permanente