Ferite da morso
Le ferite da morso sono comuni nei cincillà che convivono con altri cincillà. Possono anche verificarsi a causa dell’attacco da parte di cani, gatti e furetti. A causa della loro folta pelliccia, spesso le ferite cutanee passano inosservate. A causa della taglia della bocca del cane e del danno che il morso provoca, in genere i morsi dei cani risultano fatali. Nel caso di altri animali, il problema principale consiste nell’infezione causata dai batteri presenti nella saliva. In particolare Pasteurella multocida, che vive comunemente nella bocca di gatti e cani, causa infezioni gravi. Senza una efficace terapia antibiotica, i batteri dalla ferita possono entrare rapidamente nel flusso sanguigno e diffondersi in tutto il corpo, causando un’infezione fatale.
Le ferite da morso sono vere e proprie emergenze mediche che richiedono cure veterinarie immediate. Le ferite da morso vengono trattate con antibiotici e una pulizia accurata della ferita, per la quale potrebbe essere necessaria l’anestesia.

Lesioni da morso dei compagni di gabbia sulla parte posteriore del tronco
Infezioni respiratorie
Le malattie respiratorie sono abbastanza comuni nei cincillà. Infezioni inizialmente lievi se non vengono curate adeguatamente possono progredire rapidamente in polmonite, pertanto in presenza di sintomi quali starnuti e scolo nasale, secrezioni oculari, scarso appetito, letargia o respiro accelerato, non si deve tardare a far visitare il roditore. Fattori predisponenti sono rappresentati da scarsa igiene (l’ammoniaca dell’urina è irritante per le vie aeree), umidità elevata, ventilazione insufficiente.
Le infezioni respiratorie si trattano con antibiotici. Se le condizioni sono serie e l’animale è debole e anoressico occorre ricoverarlo per sottoporlo a reidratazione, alimentazione assistita ed eventualmente ossigenoterapia.
Malattie dentali
I cincillà hanno un incisivo superiore e uno inferiore, più quattro denti molari superiori e quattro inferiori (denti premolari e molari) su ciascun lato. I denti devono combaciare con precisione per consumarsi correttamente l’uno contro l’altro. Per fare questo l’animale deve poter masticare alimenti fibrosi come il fieno e, in natura, erbe spontanee.


Cranio di cincillà
Se i cincillà vengono nutriti con mangimi oppure con quantità eccessive di pellet non masticano a sufficienza e i denti non si consumano correttamente. Ciò porta a conseguenze molto gravi, in quanto i denti si allungano e si deformano in modo tale da ferire i tessuti della bocca e impediscono al cincillà di alimentarsi. Si osserva allora che l’animale dimagrisce e ha la gola imbrattata di saliva, perché muovere la lingua per deglutire è troppo doloroso. Gli incisivi appaiono alterati, ma queste modificazioni sono secondarie all’alterazione dei denti interni.

Malocclusione degli incisivi

Mento e gola imbrattati di saliva in un cincillà con malocclusione dei molariformi
Purtroppo queste alterazioni sono permanenti, ma si può permettere all’animale di riprendere a mangiare se si esegue una limatura periodica. Il veterinario prima esegue uno studio radiografico della testa per valutare lo stato della dentatura.

Radiografia della testa di un cincillà con una dentatura normale

Radiografia di un cincillà con una grave malocclusione degli incisivi e dei molariformi
Successivamente procede con la limatura in anestesia gassosa, che è relativamente sicura anche in animali debilitati. Dopo la limatura spesso occorre qualche giorno perché l’animale riprenda ad alimentarsi. Durante questo periodo si ricorre all’alimentazione assistita tramite siringa, impiegando prodotti specifici per erbivori.
Se si nota che il cincillà ha difficoltà ad alimentarsi, sbava e dimagrisce occorre farlo visitare immediatamente. Senza trattamento, l’animale non solo non può migliorare spontaneamente, ma è destinato a morire d’inedia. La cosa migliore consiste nel prevenire questa patologia con un’alimentazione corretta ed evitando completamente i mangimi.
Stasi gastrointestinale e meteorismo
La stasi gastrointestinale si riferisce a un rallentamento del passaggio del cibo attraverso lo stomaco e l’intestino. Non è di per sé una patologia, ma un fenomeno secondario a qualunque problema che causa anoressia. Tra le cause principali vi sono patologie dentali, dieta inadeguata (con poca fibra, troppi carboidrati o troppi alimenti freschi ad esempio), cambi improvvisi di alimentazione, temperatura ambientale eccessiva o altri fattori di stress, somministrazione di antibiotici inadatti. Una volta che l’animale smette di mangiare, la normale popolazione di batteri che abitano il tratto intestinale e aiutano la digestione cambia, consentendo ai batteri tossici e produttori di gas di crescere eccessivamente, rendendo l’animale ancora più a disagio. Indipendentemente dal motivo per cui l’animale ha smesso di mangiare, la stasi gastrointestinale è una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, che deve essere trattata da un veterinario il prima possibile. Infatti le condizioni dell’animale tendono a peggiorare rapidamente e prima si interviene migliori sono le possibilità di guarigione. L’apparato digerente dei cincillà è molto delicato e il dolore associato a questa condizione aggrava ulteriormente lo stato di salute.
Durante la valutazione clinica di un cincillà anoressico, è importante effettuare una radiografia dell’addome, per valutare lo stato dell’intestino e per escludere che vi sia un’ostruzione intestinale.
Il trattamento per la stasi gastrointestinale comprende la reidratazione, l’alimentazione assistita tramite siringa, la somministrazione di antidolorifici e farmaci che stimolano la motilità gastrointestinale (se è stata esclusa un’ostruzione intestinale). Oltre a trattare la stasi si deve ricercare la causa ed eliminarla, se possibile.
Una complicazione frequente della stasi è l’accumulo di gas nello stomaco e nell’intestino (meteorismo) causato dalla proliferazione di batteri dannosi o, più raramente, dall’ostruzione intestinale. La prognosi in caso di meteorismo pronunciato è grave.

Radiografia che mostra l’aspetto normale dell’addome del cincillà
In questa radiografia si vede lo stomaco dilatato dalla presenza di gas in un caso di stasi

Gravissima dilatazione di stomaco e intestino per la presenza di gas (meteorismo). In questo caso la prognosi è sfavorevole.
Diarrea
La diarrea non è una malattia ma piuttosto un sintomo, e che può avere diverse cause. Il cincillà ha un sistema digerente specializzato per digerire grandi quantità di fibra e non tollera la presenza di carboidrati. Sviluppa facilmente diarrea a causa di cambiamenti nella dieta, uso scorretto di antibiotici, stress e diete povere di fibra o ricche di grassi, carboidrati e proteine. La diarrea indica un’alterazione della flora batterica ed è una condizione potenzialmente molto grave, perché i batteri dannosi possono produrre tossine letali.
La diarrea è un’emergenza nel cincillà, soprattutto se accompagnata da anoressia e abbattimento. Per determinare la causa della diarrea il veterinario esegue vari test, tra cui radiografie ed esami dele feci.
Il trattamento della diarrea dipende dalla causa. I parassiti vengono trattati con farmaci vermifughi. Le infezioni batteriche vengono trattate con antibiotici. Una dieta inadeguata viene corretta passando a una dieta più appropriata e ricca di fibre. Se il cincillà sta male si attuano misure di sostegno come idratazione, somministrazione di analgesici, alimentazione assistita, pulizia.
Problemi dermatologici
Ectoparassiti
I parassiti esterni sono molto rari nei cincillà, probabilmente a causa della pelliccia particolarmente folta.
Barbering (rosicchiamento del pelo)
Il rosicchiamento della pelliccia nei cincillà è un problema comune, di natura comportamentale, e viene detto barbering. Si verifica quando un cincillà mastica la propria pelliccia o quella dei compagni di gabbia, così che il pelo appare a chiazze. I peli che ricrescono nelle regioni masticate possono essere più corti e più scuri della pelliccia originale.
La masticazione avviene più spesso sulla schiena e sulla coda, ma può verificarsi in qualsiasi parte del corpo. Ci sono varie ipotesi sul motivo di questo comportamento, tra cui stress, squilibri ormonali, carenze alimentari, problemi dentali, noia, presenza di altre infezioni cutanee (parassitarie o fungine) e una predisposizione genetica. La spiegazione più ampiamente accettata è che la masticazione della pelliccia sia un comportamento di risposta ad uno stress ambientale, come una gabbia sovraffollata, la presenza di compagni di gabbia aggressivi o la vicinanza ad altri animali pet predatori (come gatti e cani), una manipolazione troppo frequente o altre circostanze che inducono ansia.
La diagnosi di masticazione del pelo è principalmente di esclusione. In particolare il veterinario deve escludere che si tratti di dermatofitosi, osservando al microscopio campioni di pelo. Si valuta se la dieta è adeguata, per escludere carenze alimentari. La causa della masticazione del pelo può essere difficile da individuare. Si deve cercare di eliminare possibili fattori di stress, ad esempio fornendo un habitat più grande, con dei rifugi, maneggiando l’animale meno spesso, rimuovendo i compagni di gabbia aggressivi e assicurando una dieta adeguata. Può essere di aiuto fornire giochi e oggetti di legno da masticare, e fieno a volontà.

Barbering a livello della coda

I peli prelevati dalla zona interessata, visti al microscopio, mostrano chiaramente che sono stati spezzati, confermando la diagnosi di barbering
Dermatofitosi (“fungo della pelle”)
La dermatofitosi è un’infezione cutanea relativamente comune nei cincillà. Non è una condizione grave, e più che altro comporta alterazioni estetiche a causa della perdita di pelo. Tuttavia si può facilmente trasmettere alle persone, soprattutto i bambini o i soggetti immunocompromessi, e va quindi curata prontamente. Si manifesta con perdita di pelo, formazione di piccole scaglie grigiastre e a volte arrossamento della pelle.
Il veterinario può effettuare la diagnosi osservando al microscopio un campione di pelo prelevato ai margini della lesione o eseguendo una coltura micotica. La terapia si effettua con un farmaco antifungino somministrato per bocca. Sono controindicati bagni, spugnature o prodotti da applicare localmente, che oltre a essere poco efficaci possono essere stressanti.
Strappamelo del pelo (“fur slip”)
Il cincillà presenta un peculiare fenomeno difensivo descritto con il termine “fur slip”: se aggredito o spaventato perde con grande facilità il pelo che è stato afferrato, lasciando un’area ben delimitata completamente nuda, ma con la pelle integra. Entro poche settimane nella zona denudata il pelo incomincia a ricrescere, dapprima corto e ispido. Potrebbero volerci diversi mesi prima che il pelo torni a essere folto e normale come prima.
Per evitare questo inconveniente occorre fare attenzione a non afferrare mai un cincillà per il pelo.
Pododermatite
La pododermatite è l’infiammazione della parte inferiore delle zampe. Colpisce prevalentemente gli arti posteriori, dove è maggiore il contatto con il fondo. Le cause sono rappresentate da scarsa igiene e da un materiale di substrato inadeguato, duro e abrasivo. La parte inferiore degli arti appare ispessita (ipercheratosi) e infiammata. Nei casi più gravi si osservano ulcere e infezioni. Le forme lievi sono trattate con un miglioramento delle condizioni di allevamento e dall’applicazione di creme antisettiche e cicatrizzanti. Nei casi più gravi è necessario applicare dei bendaggi fino alla guarigione.

Pododermatite a carico della superficie plantare. La pelle è infiammata e ulcerata.
Colpo di calore
I cincillà originano dalle montagne delle Ande, regioni a clima freddo. Sono a loro agio a temperature comprese tra i 2 e i 7 °C. La temperatura ambientale ottimale in casa per i cincillà pet dovrebbe essere di 10 – 20 °C e comunque al di sotto dei 27 °C. Questi roditori non sopportano neppure l’umidità elevata. Temperature superiori a 27 °C, soprattutto in condizioni di umidità elevata, possono facilmente portare a un colpo di calore, un condizioni rapidamente fatale. I segni del colpo di calore comprendono respiro affannoso, temperatura corporea elevata, respirazione a bocca aperta e riluttanza a muoversi.
Il colpo di calore è un’emergenza che richiede un immediato trattamento veterinario. Il cincillà viene immediatamente raffreddato con bagni di acqua tiepida (non ghiacciata). Bisogna fare attenzione a non raffreddare troppo l’animale, poiché un rapido calo della temperatura corporea potrebbe causare una reazione fatale.
In attesa di portare il cincillà dal veterinario (cosa che deve avvenire prima possibile) le misure di emergenza comprendono di bagnare l’animale con acqua tiepida, non fredda, e raffreddarlo con un ventilatore.
Durante la stagione calda non si deve temere di utilizzare l’aria condizionata in presenza di questi roditori. I cincillà non devono mai essere lasciati vicino a fonti di calore o esposti al sole.
Problemi riproduttivi
I problemi riproduttivi nelle femmine sono rari, ma quando si presentano possono rapidamente diventare critici. Eventuali perdite vaginali sono sempre anomale e richiedono una visita veterinaria immediata. Possono indicare una piometra, una condizione in cui l’intero utero è pieno di pus a causa di un’infezione. Questa malattia richiede un trattamento antibiotico immediato e un intervento di ovarioisterectomia (rimozione dell’utero).
I problemi di parto sono rari, nonostante le dimensioni dei feti. Tuttavia, se la madre inizia ad avere spinte ma non riesce a partorire occorre farla visitare prontamente. È necessario provvedere al taglio cesareo entro 4 ore dall’inizio del travaglio se i cuccioli non nascono.
Anello di peli sul pene
Nei cincillà maschi non è infrequente che del pelo si avvolga intorno al pene, impedendone la retrazione nel prepuzio (parafimosi). Il problema causa difficoltà a urinare e nei casi di lunga durata predispone a infezione dele vie urinarie, lesioni al pene e ostruzione urinaria acuta (l’impossibilità di svuotare la vescica). Quest’ultima condizione se non viene trattata è rapidamente fatale.
Se il pene rimane esposto occorre agire tempestivamente per evitare problemi più gravi. Il veterinario può sedare il cincillà con l’anestesia gassosa, rimuovere il pelo, pulire e lubrificare il pene e riporlo in sede. Nei casi più gravi può essere necessario amputare il pene, se il tessuto esposto non è più vitale.

Nei maschi facilmente si può infilare del pelo morto intorno al pene

In certi casi il pelo può formare un anello che impedisce la retrazione del pene
Prolasso del pene
Nei cincillà può verificarsi un prolasso idiopatico (senza cause accertate) del pene. In questi casi, il pene si estende fuori dal prepuzio e non può essere retratto. Le cause non son ben chiare; si ipotizza un’eccessiva attività sessuale in un maschio tenuto con più femmine, ma in realtà la sindrome può verificarsi anche nei maschi che non convivono con delle femmine. Il trattamento consiste nel mantenere il pene esposto pulito e lubrificato. La gabbia deve essere tenuta libera da oggetti che potrebbero danneggiare il tessuto del pene.

Prolasso del pene in un cincillà







